Le tv locali festeggiano il 35° anniversario della sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale e il governo si prepara a chiuderle entro l’anno

All’indomani della clamorosa notizia che il governo, al di là delle rassicuranti dichiarazioni di pochi giorni fa del ministro Romani, avrebbe in previsione di indire per il mese di agosto la gara per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digitale esterno (canali 61/69 ed altri eventualmente disponibili), parte la protesta delle tv locali su Facebook.

Il Coordinamento delle associazioni radio tv (CARTV, cui aderiscono alcune sigle sindacali del mondo tv libero) sulla propria pagina FB sta infatti invitando gli internauti a condividere e diffondere l’immagine che pubblichiamo a lato. L’iniziativa prevede anche l’invio di un’email all’Agcom in segno di protesta contro la decisione del governo Berlusconi di annientare il comparto televisivo indipendente assegnando agli operatori telefonici i canali necessari per il potenziamento della banda larga in mobilità esclusivamente attingendo alle risorse frequenziali delle tv locali (che appunto occupano in via esclusiva o quasi i canali 61/69 UHF). CARTV - Le tv locali festeggiano il 35° anniversario della sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale e il governo si prepara a chiuderle entro l'annoIn sostanza, mentre ai grandi player (Mediaset, RAI e TIMB) andranno gratuitamente ulteriori canali nazionali con l’attribuzione del digital dividend interno (cd. "beauty contest") – di cui, peraltro, si è ancora in attesa di espressione da parte dell’UE sul documento di gara proposto dal ministro dello Sviluppo Economico – alle tv locali saranno tolte almeno 9 frequenze per area tecnica, condannando alla chiusura quasi duecento stazioni. Nel frattempo l’ipotesi (ventilata da Paolo Romani) di un aumento dell’indennizzo di 240 mln di euro (tetto massimo previsto dalla Legge di Stabilità) per gli operatori tv che decidessero di abbandonare i canali 61-69 UHF senza chiedere una ricollocazione su altre frequenze sembra perdere consistenza. E ciò anche alla luce della considerazione effettuata dalle rappresentanze delle tv locali che qualsiasi ipotesi di pagamento per il pregiudizio subito che prevedesse una quota inferiore ai 500 mln di euro non sarebbe considerata, posto che non sarebbero ripagati nemmeno gli investimenti infrastrutturali effettuati per il passaggio al DVB-T. (A.M. per NL)
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