Libersind: la RAI in crisi economica ?

Sulla RAI ed all’interno della stessa si diffondono valutazioni, provenienti anche da settori a conoscenza dei fatti molto preoccupanti sullo stato di salute finanziaria ed economica nella quale si sta incamminando il gruppo RAI


Riceviamo e pubblichiamo da Libersind.it

Il primo segnale negativo lo ha lanciato il Direttore Generale Cappon con la propria lettera del 7 ottobre 2008. Lo SNATER ed il LIBERSIND sono rimasti fortemente contrariati dal fatto che il dottor Cappon abbia deciso di informare sui contenuti della citata lettera e sulle sue finalità soltanto la triplice sindacale a cui aggiungere forse, l’Ugl convocati tutti per mercoledì 22 ottobre p.v. Non vogliamo sollevare polveroni polemici ma una osservazione desideriamo fare: non convocare anche lo Snater ed il Libersind fa apparire la riunione come un incontro fra quattro amici al bar che non possono essere disturbati dai rompiscatole e/o criticoni.
Comunque seguendo altri percorsi siamo venuti lo stesso a conoscenza di quanto Cappon dirà ai sindacalisti ammessi al tavolo. E di questo informiamo preventivamente i lavoratori.
Dirà che il futuro economico e finanziario dell’azienda RAI rischia il collasso per le seguenti ragioni:
1)l’attuale governo e l’attuale ministro delle comunicazioni non sono intenzionati a concedere l’aumento del canone di abbonamento per il 2009 facendo quindi mancare all’azienda introiti aggiuntivi di circa 40 milioni di euro per il 2009. Aumento del canone legato esclusivamente all’indice di inflazione.
2)l’attuale momento di forte crisi economica e finanziaria dell’Italia, dell’Europa e del Mondo ha fatto precipitare drasticamente gli introiti pubblicitari poiché le aziende, in un momento di crisi, tagliano per primi gli investimenti pubblicitari. Dirà anche che la gelata è già prevista per i mesi di novembre e dicembre ed a seguire per tutto il 2009.
3)il combinato disposto dei due precedenti punti determinerà la necessità di pesanti sacrifici a carico di tutti (forse). Per quanto riguarda i dipendenti chiederà forte moderazione nelle richieste economiche del contratto e convoca infatti solo i sindacati che si accontentano di poco (135 euro per due anni di richiesta) come se la forte crisi economica per i dipendenti in RAI non esistesse e magari chiederà di prolungare anche la durata dello stesso contratto (da due a tre anni).
A forte rischio di un nuovo grave rinvio a tempi migliori ci risulta essere l’appuntamento di novembre con passaggi di categoria, aumenti di merito e gratifiche da erogare ai dipendenti. Già a giugno 2008 abbiamo subito un rinvio (tranne solo pochi eletti) pesantissimo per i dipendenti. Della serie che a pagare sono sempre i soliti.
Altro aspetto economico incombente sulle lavoratrici e lavoratori riguarda il pagamento nei tempi previsti (il 10 dicembre) della 13.ma mensilità: il Direttore Generale molto probabilmente proporrà ai confederali il rinvio del pagamento all’anno successivo nell’attesa di introitare i soldi del canone.
Ulteriori ritardi sono già segnalati in materia di investimenti sulla tecnologia e sul prodotto in particolare sul digitale e sul potenziamento delle Sedi regionali.
Il duro confronto in atto tra l’Azienda e tutte le RSU dei Centri di produzione e delle Sedi e lo SNATER ed il Libersind nazionali e regionali per l’attuazione del Buongiorno Regione è una nuova prova della volontà della RAI di frenare sul versante dello sviluppo produttivo e dell’integrazione degli organici e di modificare autoritariamente ed unilateralmente i modelli produttivi ed i contenuti professionali delle singole figure nonché di introdurre orari di lavoro discriminanti e penalizzanti. L’aver poi rinviato per tutte le Sedi senza Centro l’inizio di Buongiorno Regione a gennaio 2009 ci fa pensare che la RAI cercherà scuse per non attivare il citato appuntamento.

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Riteniamo che il dottor Cappon (forse mal consigliato) abbia commesso un clamoroso errore non convocando i Sindacati Snater e Libersind e preferendo dialogare con una controparte acquiescente ed insensibile (a livello nazionale) alla volontà ed alle richieste dei lavoratori. Noi ci opponiamo con la massima fermezza ai contenuti dello scenario prima enunciato ed allo scoperto tentativo aziendale di ricercare alleati (!!) nel campo sindacale per far passare una trama che viene recitata ogni volta che si avvicina il rinnovo del contratto.

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