«L’inconsapevolezza sta dilagando. Il virus sta aumentando di intensitĂ e nessun parlamentare è al sicuro. La contaminazione si sviluppa progressivamente.
Da Scajola inconsapevole acquirente a basso costo di un appartamento con vista sul Colosseo a Rutelli inconsapevole degli ammanchi sul conto della Margherita. Boss(ol)i però li ha superati tutti con la sua inconsapevolezza padana da ultimo stadio. Gli hanno ristrutturato la casa a sua insaputa. E si è pure incazzato di brutto quando lo è venuto a sapere dai magistrati “Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa”. Gli operai e i ponteggi non lo avevano mai insospettito». Parole di Beppe Grillo nel 2012. O forse parole scritte all’insaputa di quel paladino della trasparenza che è Beppe Grillo. Ignoranza invero cosciente, visto che discende dalla necessitĂ di difendersi da una querela per diffamazione (depositata dal PD). A questo punto, posto che secondo i legali di Beppe Grillo lui «non è responsabile, quindi non è autore, nĂ© gestore, nĂ© moderatore, nĂ© direttore, nĂ© provider, nĂ© titolare del dominio, del blog, nĂ© degli account twitter, nĂ© dei tweet e facebook, non ha alcun potere di direzione nĂ© di controllo sul blog nĂ© sugli account twitter, nĂ© dei tweet o facebook, e tanto meno di, e su, ciò che ivi viene postato», pare lecito chiedersi se quello che grida in ogni dove sia veramente lui oppure un alter ego. Messo lì, naturalmente, a sua insaputa…

