Marco Baldini “orfano” di Fiorello si racconta ad Affaritaliani: “Vorrei essere David Letterman. E avere con me Silvio Berlusconi…”

Il noto showman radiofonico, celebre spalla di Fiorello, si racconta in una lunga intervista al periodico online


da Affari Italiani di luneì 13/10/2008

di Giovanni Bogani

Per Marco Baldini, niente è impossibile. Tanto, ne ha già viste di tutte, nella vita. E’ già stato tutto e il contrario di tutto. Fiorentino, 49 anni compiuti lo scorso settembre, ma completamente e autenticamente ragazzo nell’anima, Marco Baldini è uno dei conduttori radiofonici più famosi d’Italia. Ha fatto le fortune di Radio Deejay, la prima radio commerciale italiana. E insieme a Fiorello, showman d’eccezione e amico di lunga data, Baldini ha portato la radio anche dentro la tv. Con “Viva radio due… minuti”, ha creato uno show radiofonico nel prime time televisivo della più importante rete italiana, Raiuno. Registrando ascolti pazzeschi, nonostante fosse semplicemente radio. Parola che diventava ironia, humour, show. Con lui e Fiorello che erano con le cuffie in testa per la maggior parte del programma.

La vita di Marco Baldini è un romanzo. E infatti, lui questo romanzo l’ha già scritto. Si chiama “Il giocatore”, sottotitolo: “Ogni promessa è un debito”. E’ un romanzo che parla di gioco, di promesse e di debiti. La promessa è quella, mantenuta, del suo successo, della sua strepitosa carriera. Il gioco è quel demone che lo ha distrutto, e che ha rischiato di chiudergli per sempre non solo la carriera, ma la vita stessa.

I debiti sono quelli che aveva accumulato, per una cifra spaventosa. Perché il gioco è come una droga. E perdere, ai cavalli o alle carte, ti porta a cercare i soldi nei modi più affannosi e grotteschi. Una storia, la sua, terribile; ma raccontata con l’ironia e la leggerezza che lo hanno fatto amare da milioni di ascoltatori. Una storia tanto intensa che ci hanno subito fatto un film: “Il mattino ha l’oro in bocca”, interpretato dal talento nascente di Elio Germano e da due super sexy blondes come Laura Chiatti e Martina Stella.

Nel frattempo, Marco Baldini si è salvato. Ha salvato la sua vita, e la sua carriera. Grazie anche agli amici: a Fiorello, ad altri che hanno continuato a credere in lui. Dice di essere sopravvissuto a sei miliardi di debiti: tre milioni di euro. Se lo vedi, è un ragazzo tranquillo, con gli occhiali e due baffetti sottili. Ora, rimasto orfano di Fiorello (che ha deciso di mandare in soffitta “Viva Radio 2” per timore di una sovraesposizione), riprende il suo percorso “autonomo”. E si racconta ad Affaritaliani.

Da adolescente hai vissuto soprattutto a Firenze. Era la stagione delle prime radio libere, dei grandi entusiasmi. Tutto partì da lì…

“Sì: la mia preferita era Radio One, che aveva sede in via degli Orti Oricellari, dietro la stazione. I dee jay imitavano quelli americani, avevano la voce euforica, e molto impostata. Poi ho incontrato i primi amici: Gianfranco Monti, Carlo Conti. Con loro, abbiamo iniziato un’avventura che ha portato ognuno di noi molto lontano”.

La musica era la tua passione?

“Ma no, la mia passione era dire stupidaggini alla radio! Mi piaceva parlare, comunicare. E poi il mio sogno vero era cercare di piacere alle ragazze”.

La grande occasione quando è arrivata?

“Quando Carlo Conti, che era dee jay a Radio Globo, si ruppe due femori, investito dalla sua fidanzata con lo scooter. Chiamò me a prendere il suo posto, e l’esperimento riuscì. Adesso che Carlo è il più famoso showman della televisione, spero che si ricordi di me e si faccia rompere un braccio…”

Quali sono le differenze tra gli show in Italia e negli Stati Uniti?

“Semplice: negli Stati Uniti i conduttori possono dire quello che vogliono perché tutti hanno chiaro che è solo satira. Jay Leno, ai tempi dello scandalo Lewinski, ha aperto una trasmissione così: ‘In questo secondo, mentre un presidente si fa fare un blowjob, un bambino muore in Africa’. Da noi sarebbe impossibile”.

Perché?

“Perché i politici vogliono controllare anche la satira. E se non bastassero loro, mettiamoci il fatto che in Italia c’è il Vaticano. Anzi, io una proposta ce l’ho”.

Quale?

“Perché non lo fanno itinerante, il Vaticano? Come le Olimpiadi, ogni quattro anni in una sede diversa: in Australia, in Sud Africa, in Cina… Così non dobbiamo tenercelo sempre noi sulle…”

Dicevamo che ti piaceva giocare. Allora facciamo qualche scommessa. Per esempio, sul futuro dell’Italia. Che cosa scommetteresti?

“Che tra pochi anni saremo come l’Argentina. Il divario tra ricchi e poveri diventerà enorme, e l’economia un disastro. E questo non sarà colpa di Berlusconi, anche se io sono di sinistra da sempre, cresciuto tra comunisti”.

Ma un ragazzo di sinistra come te, com’è che ha guadagnato tanto e bruciato tanti soldi? Qual è il tuo rapporto con i soldi?

“Per me avere soldi è fare felice te e gli altri che sono con me. Se ce li ho, non li tengo solo per me”.

Nel mondo dello spettacolo però i soldi si ostentano, si esibiscono.

“Ed è questa la vera idiozia. Nel mondo dello spettacolo devi far vedere che hai i soldi, per fare vedere che ce l’hai fatta, che sei stato bravo. Che hai successo. A volte, avere soldi diventa motivo di vita”.

Qual è il tuo rapporto con i soldi adesso?

“Molto più tranquillo. Anche perché ora c’è mia moglie, e non posso pensare solo a me stesso. Se mi faccio del male, ne faccio anche a lei”.

Un’altra scommessa. Che cosa scommetteresti sulla Fiorentina?

“Scommetto che Prandelli, l’allenatore, sarà sempre una bravissima persona, e non si smentirà mai in tutta la sua vita. E se questi giocatori vivono più l’attaccamento alla maglia e smettono di fare i miliardari annoiati, vinciamo anche lo scudetto. In una partita di Champions League che hanno giocato da svogliati, li avrei picchiati io con le mie mani”.

Tifoso viola al cento per cento, ovviamente. Allora raccontami i tuoi calciatori preferiti nella Fiorentina di oggi.

“Gilardino mi piace, perché se non segna si arrabbia, ci sta male. Giampaolo Pazzini, l’altro attaccante di razza che abbiamo, è una bravissima persona, ma non ha quella cattiveria, quella voglia di far male che va sempre unita al talento. Jovetic, il ragazzo di diciotto anni, ama troppo i giochini, i funambolismi, ma è molto bravo. Su tutti, il migliore è Sebastien Frey, il portiere. Ha qualche chilo di troppo, gli piace mangiare, non è mai riuscito a dimagrire. Ma quando è in campo, combatte come un leone, non si arrende mai, fino alla fine. Proprio come me”.

Se tu fossi in questo momento David Letterman, chi vorresti in studio?

“Silvio Berlusconi. Politicamente non approvo neanche una delle cose che dice, ma l’altro giorno è stato strepitoso. Era alla notte bianca di Parigi: poi ha preso un aereo ed è andato direttamente in discoteca, e ne è uscito alle sei e mezza di mattina, con un paio di belle ragazze. Un giornalista che lo aspettava fuori gli ha detto: ma onorevole, sono le sei di mattina, si rende conto che ha 70 anni? E lui: che vuol dire che sono le sei? Tra un’ora inizio a lavorare, e sono freschissimo. Se dormo tre ore, ho ancora energia per fare l’amore per altre tre. Auguro di arrivarci lei, a settant’anni, in forma come ci sono arrivato io. Ecco, l’ho trovato irresistibile”.

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