Murdoch jr: le news online devono avere un prezzo. Altrimenti il giornalismo digitale perderà qualità

Meeting Rimini, 24 agosto. “Nel settore della carta stampata – ha spiegato James Murdoch, durante il suo primo incontro con il pubblico italiano – il problema reale risiede nell’abitudine di far pagare il prezzo del quotidiano e allo stesso tempo di dare ‘free’ l’informazione online. Il giornalismo digitale non si deve vergognare di far pagare un prezzo equo a fronte del grande investimento che viene fatto per produrre informazione, altrimenti verrà penalizzata la qualità” (tratto da Apcom). Sono queste le parole del figlio di Rupert Murdoch, attualmente amministratore delegato di Europe and Asia News Corporation, con le quali l’altro ieri ha scosso il pubblico italiano durante il meeting di Comunione e liberazione. Secondo James non è più tempo per un web caratterizzato da periodici gratuiti e informazione (completamente) libera. Perché anche la produzione di notizie digitali ha un costo che non può più essere sottovalutato. Senza contare che la gratuità del web rischia di minare seriamente la qualità dei suoi contenuti, che già faticano ad essere considerati prestigiosi come i contributi che tradizionalmente appaiono sulla carta stampata. Un ragionamento che, come si è soliti dire, non fa una grinza, soprattutto perché basato su un’esperienza solida e che ha già dato i suoi frutti sia economici, sia professionali. Trattasi degli abbonamenti applicati alla consultazione del Wall Street Journal online, attraverso i quali Murdoch padre sarebbe riuscito a rendere ancora più esclusivo un periodico già dedicato ad un’utenza più fine e competente, che su internet ha recentemente (solo un anno fa) trovato il sistema per costituire anche un ottimo “ambiente sociale” per professionisti del settore (che ora più che mai interagiscono con i giornalisti commentando notizie e scambiandosi preziosi pareri sulle grosse questioni economiche e finanziarie contemporanee). Garantire la qualità deve dunque diventare un obiettivo comune a tutti gli editori internazionali, da raggiungere anche tramite la sottoscrizione di abbonamenti (magari trasversali, divisi per tipologia di contenuti o che contemplino sia la fruizione online che quella del periodico cartaceo). Insomma, bisogna cominciare a ragionare in questa direzione. E deve farlo soprattutto chi con l’avvento di internet ha smesso di passare in edicola per acquistare l’edizione del proprio quotidiano preferito. Motivo per cui, se le news online avranno presto un prezzo (e lo avranno sicuramente) non sarà per strozzare la libertà che si respira solitamente in rete, ma per ricominciare a pagare un servizio che di fatto ha sempre avuto (almeno in edicola) un costo. (Marco Menoncello per NL)
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