Perquisizione sede ANSA Ancona: Ordine giornalisti delle Marche attacca la Procura

«Siamo in presenza di una perquisizione decisa dalla magistratura di Ancona che equivale a un atto intimidatorio, inaccettabile in una democrazia»


da Franco Abruzzo.it

Ancona, 13 marzo 2008. Così il presidente del consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Marche Gianni Rossetti commenta la perquisizione eseguita questo pomeriggio nella sede dell’Ansa di Ancona. «Ed è la seconda volta – aggiunge – che avviene in poco tempo nelle Marche, dopo la perquisizione al Resto del Carlino di Ancona a carico del cronista Andrea Massaro. È così difficile da capire che i giornalisti fanno solo la loro professione? Si può perseguirli civilmente o penalmente se scrivono cose sbagliate o false ma se sono testimoni della verità come nella stragrande maggioranza dei casi, e come è avvenuto con la notizia di ieri dell’Ansa in merito alla minacce arrivate ad un magistrato anconetano, non si può trasformarli in complici di un reato. Sono semplicemente giornalisti, gelosi delle loro prerogative e dei propri obblighi. E il primo dei doveri è quello di informare». «Chiediamo – conclude Rossetti – che si ponga fine a questo ormai triste copione di ritrovarsi i carabinieri o la polizia nelle redazioni a controllare, sequestrare, intimidire chi ha dedicato la propria vita professionale ai valori di democrazia e trasparenza in favore dell’opinione pubblica». (ANSA).

GIORNALISTI: SIDDI, INCONCEPIBILE PERQUISIZIONE ANSA ANCONA

Roma, 13 marzo 2008. «Siamo a un verio e proprio bestiario dell’assurdo e dell’inconcepibile. Ancora perquisizioni a carico dei giornalisti che vogliono fare fino in fondo il proprio mestiere, informando correttamente su fatti di pubblico interesse di cui sono venuti a conoscenza». È il commento di Franco Siddi, segretario della Federazione della stampa, alla perquisizione effettuata nella sede dell’Ansa di Ancona. «Da Palermo a Genova, da Firenze a Brescia, da Venezia a Trieste, da Bari a Vicenza solo nell’ultimo anno – continua Siddi – perquisizioni e addirittura accuse di reato inconcepibili sono state lanciate verso giornalisti colpevoli solo di assicurare il diritto di cronaca e il diritto dei cittadini a conoscere anche il modo con cui procedono le indagini della magistratura. Non sono mai i giornalisti a far uscire notizie riservate dagli uffici pubblici, ma non si può pretendere a loro danno il bavaglio che la nostra Costituzione vieta e che la Corte di giustizia europea per i diritti dell’uomo ha recentemente giudicato fuori dal lecito». (ANSA).

GIORNALISTI: UNCI, AD ANCONA PERQUISIZIONE PER INTIMIDIRE

Roma, 13 marzo 2008. Un’altra perquisizione della magistratura per intimidire i cronisti è in corso nella redazione dell’agenzia Ansa di Ancona. Lo rileva in una nota Guido Columba, presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani. «La disposizione del procuratore di Ancona Luzi di perquisire la redazione – afferma una nota dell’Unci – non ha infatti giustificazione: i poliziotti non possono trovare testi di intercettazioni o copie di documenti, che non esistono proprio. Quella trasmessa ieri dai cronisti dell’Ansa Š infatti la classica notizia che si apprende dalle fonti grazie alla professionalità e alla fiducia che si è acquisita in anni e anni di lavoro. La perquisizione, quindi, tende solo ad intimidire i redattori dell’Ansa e tutti i cronisti marchigiani colpevoli di non scrivere solo e soltanto quello che vuole la magistratura inquirente. Ma la libertà di stampa e il diritto-dovere di cronaca non possono sottostare alle pretese di questo o quel magistrato e l’Unci farà in modo che questo basilare principio di democrazia sia riaffermato».(ANSA).

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