Play Radio: quale futuro?

RCS si interrogherebbe su ipotesi di disimpegno. Play Radio, l’emittente nazionale del gruppo Rcs, ha festeggiato il 6 di ottobre il suo primo compleanno: lanciata su una rete di oltre 200 frequenze della vecchia Rin (Radio Italia Network), successivamente implementata in maniera robusta con nuove acquisizioni, dopo un anno di vita sta ancora cercando la propria identità.

Per ora, infatti, l’emittente non ha ancora trovato l’aggancio fra formula editoriale e ascolti e continua, quindi, a rielaborare il proprio palinsesto. Secondo quanto riferito al quotidiano M.F. da "fonti qualificate", il management di RCS sarebbe in fase di riflessione sugli sviluppi futuri di Play Radio, in occasione della lavorazione del business plan che verrà presentato al mercato entro giugno 2007. La motivazione della eventuale disimpegno dal settore radiofonico potrebbe essere legata alle difficoltà di Play Radio, che ancora non riesce ad emergere nel panorama radiofonico italiano, e che ancora non dispone di dati Audiradio. Inoltre, Play Radio, rientra nel settore Broadcast della RCS, che alla fine del terzo trimestre presenterebbe una flessione dei ricavi pari al 5%, sulla quale ha influito senza dubbio la flessione della raccolta pubblicitaria del 18,4%. Intanto, nell’ultimo CDA della divisione, è stato confermato l’incarico a Pietro Varvello, amministratore delegato di RCS Broadcast, con l’obiettivo di riavvicinare gli investitori pubblicitari alla radio. “Non si può pretendere di creare una radio di successo dal nulla, in un solo anno, in un mercato radiofonico già maturo e affollato” aveva affermato Luca Viscardi, direttore dei programmi dell’emittente, in occasione del primo compleanno di Play Radio, “Costruirsi un proprio pubblico affezionato, e assumere un’omogeneità editoriale nelle 24 ore, è un percorso lungo. Magari si studiano programmi che sulla carta sono eccezionali, e poi si scopre che il pubblico li rifiuta. Per questo si deve procedere per tentativi, testando diverse variazioni della formula editoriale che si ha in mente. Nella fattispecie, la nostra formula editoriale è fondata sull’informazione di qualità, garantita dalle sinergie con i mezzi di Rcs MediaGroup, e su una programmazione musicale che alterna grandi successi a proposte meno scontate, ma destinate invariabilmente al successo nel giro di pochi mesi”. E, nell’attesa che il suo lavoro porti dei risultati, Viscardi si consola con i dati sulle redemption dei giochi radiofonici: “la partecipazione del pubblico cresce, come la distribuzione geografica” e dichiara: “Per ora ci basterebbe essere una seconda radio”. Ad oggi, l’ipotesi di dismissione circola sul mercato, ma l’argomento non era all’ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre. (G.M. per NL)
printfriendly pdf button - Play Radio: quale futuro?