Pubblicità fai-da-te o fai-da-Google?

225 quotidiani vendono spazi pubblicitari via web


Otto mesi di test hanno permesso a Google di espandere Print Ads Program. Il servizio on-line ora permette di programmare e acquistare spazi pubblicitari sulle testati locali aderenti al progetto, dalla grandezza di mezzo pollice alla pagina intera. Così Google si intrufola anche nella carta stampata offrendo agli inserzionisti la possibilità di raggiungere più comodamente gli spazi pubblicitari disponibili sui quotidiani. Il cliente fa un’offerta; la testata giornalistica decide se accettare o attendere migliori offerenti.
In tal modo AdWord, la sezione di Google dedicata alla vendita di spazi pubblicitari on-line, si espande al cartaceo, gestendo anche i pagamenti tra cliente e quotidiano e trattenendo una piccola percentuale sulle transazioni. Gli editori, che inizialmente si sono dimostrati un po’ perplessi sulla reale efficacia del programma, cominciano a credere e partecipare alla proposta di Google: ora 225 testate aderiscono al progetto: tra le tante The New York Times, Washington Post, Chicago Tribune, Atlanta Journal-Constitution, Seattle Times e San Jose Mercury News.
Alcuni quotidiani hanno valenza e distribuzione in ristretti ambiti territoriali. E Sarà proprio questa caratteristica, diametralmente opposta a quanto offerto dal web, a rivelarsi utile per particolari tipologie di inserzionisti. Secondo i vertici di Google, gli investimenti pubblicitari saranno così alla portata di tutti: anche di chi non hai mai usufruito di servizi simili. E gli stessi quotidiani avranno la possibilità di guadagnare più facilmente su quegli spazi regolarmente invenduti. (M.M.)

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