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Radio 4.0. Metadati, visual, hybrid radio e rischio icona al NAB. Amazon porta Alexa su dashboard con comandi vocali

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A distanza di pochi giorni dal report sull’Automotive Workshop della Digital Radio Week dell’EBU, la rivista Radio World rilancia sul rischio che la radio si riduca ad una icona sulle connected car in una folle corsa  “per replicare ciò che (la radio) crea gratuitamente, ovvero notizie locali, sport, meteo e altro”.
“Le principali organizzazioni radiofoniche degli Stati Uniti continuano a lavorare, pubblicamente e dietro le quinte, per garantire un posto di rilievo alle loro offerte sul dashboard delle connected car. Ma il mirrorlink per smartphone come Apple Carplay e Android Auto ha già ridotto la radio a una “icona” che fa parte di un più grande ecosistema di infotainment, spostando il baricentro che la vedeva regina incontrastata dell’audio in auto”.

Così la rivista Radio World sul processo in corso negli USA che ha subito un’improvvisa accelerazione in conseguenza della decisione delle case automobilistiche di “equipaggiare le nuove auto con sistemi Apple Carplay e Google Android Auto che creano un ponte ideale tra smartphone e veicolo”. Una decisione però non esente da critiche: “Le case automobilistiche potrebbero rimpiangere la decisione di adottare Android Auto ed Apple. Dopo l’ingresso degli OTT è più difficile che l’automotive sviluppi proprie soluzioni”, spiega un osservatore a Radio World.


Ma non solo Google e Apple puntano all’IP car: anche Amazon (come anticipato l’estate scorsa da questo periodico) ha intenzione di portare sulle quattro ruote il suo assistente personale Alexa, mettendo in vendita entro la fine del 2019 sull’aftermarket la relativa versione del famoso device Echo. Il target, ovviamente, è quello di far gestire ineramente ad Alexa il Car Entertainment.
Ad aprile 2019, il NAB ospiterà una “In-Vehicle Experience” a Las Vegas, a riguardo del quale, John Ellis, fondatore e amministratore delegato di Ellis and Associates, società di consulenza strategica per la radiofonia, spiega su Radio World: “I veicoli connessi sono il prossimo orizzonte per la fruizione dei contenuti. Vogliamo sfruttare il NAB Show per illustrare le potenzialità del connubio connected car/radio, considerato che quest’anno le aziende automobilistiche avranno una maggiore presenza al consesso, col coinvolgimento in sessioni di panel e dimostrazioni tecnologiche e di show floor”.
Nel frattempo, spiega sempre Radio World, la radio ibrida costituisce una interessante mediazione tra le esigenze della radiofonia classica e quella dell’IP entertainment contro il rischio “icona”: “Xperi Corp. prepara il lancio commerciale per quest’anno della sua DTS Connected Radio Platform, che abbina la programmazione broadcast con contenuti distribuiti via IP tramite modem o smartphone. Tale sistema è una delle numerose piattaforme radio “ibride” in fase di sviluppo”.dashboard connected car 1 - Radio 4.0. Metadati, visual, hybrid radio e rischio icona al NAB. Amazon porta Alexa su dashboard con comandi vocali
Per parte propria, Steve Newberry, VP esecutivo di NAB per la pianificazione strategica e gli eventi speciali dell’evento, afferma: “Le emittenti radiofoniche si sono impegnate a mantenere una posizione dominante nell’automobile. Stiamo prevedendo molti incontri; pensiamo che ci siano molte opportunità per la radio e la televisione nell’auto connessa del futuro in collaborazione con l’automotive. Siamo lieti che sempre più aziende automobilistiche stiano vedendo il valore aggiunto della radio per scongiurare che finisca ad essere una icona tra le tante sul cruscotto”, ha affermato Newberry.
Fred Jacobs di Jacobs Media Strategies (altro strategic advisor radio) e consigliere dell’Auto Initiative Committee ha invece dichiarato: “Le emittenti capiscono di non essere più in concorrenza solo con altre stazioni radio, ma con tutto e tutti: l’arena competitiva per i contenuti si sta rapidamente espandendo; dobbiamo connettere la radio con la nuova tecnologia. Si tratta di una trasformazione per il futuro”.
E confermando il trend segnalato in occasione dell’Automotive Workshop della Digital Radio Week dell’EBU, Jacobs precisa: “I cambiamenti davvero enormi stanno arrivando con l’introduzione dei metadati, della tecnologia digitale e delle componenti visive”.


Si apre davvero l’opportunità per il pubblico di interagire con i media”, aggiunge sul punto John Ellis, che sottolinea però l’urgenza che permea il processo: “La radio si sviluppa rapidamente per evitare essere di essere relegata sullo sfondo del cruscotto nelle auto di nuova generazione”.
Roger Lancotot, direttore del comparto automotive connected mobility per la Strategy Analytics, sempre a riguardo dello spettro della “radio relegata ad icona” spiega invece di aver assistito a una serie di sistemi in-dash che “hanno ignorato la radio o addirittura l’hanno esclusa durante le progettazioni. È chiaro che alcuni progettisti di sistemi di infotainment stanno dando la radio per scontata o dimenticandola completamente invece di renderla un punto focale. E questo è un problema”, sostiene Lanctot, secondo il quale ciò è un paradosso “perché la maggior parte di queste piattaforme di connettività nell’auto in fase di sviluppo sta cercando di replicare ciò che la radio crea gratuitamente, ovvero notizie locali, sport, meteo e altro”.
Le osservazioni di Lanctot arrivano in un momento in cui appare evidente che gli assistenti virtuali ed i metadati permetteranno di cercare e trovare più facilmente le trasmissioni attraverso un comando vocale.
Parleremo all’auto come facciamo con Assistant di Google o Alexa di Amazon e chiederemo all’assistente di bordo di alzare o abbassare un finestrino, di accendere o spegnere la luce, di attivare il riscaldamento o il climatizzatore. Ma anche di sintonizzare una data stazione o una specifica playlist, mentre i passeggeri sul sedile posteriore (in attesa che anche il guidatore divenga solo un trasportato) potranno anche godere di contenuti visivi.
Il problema, a riguardo della radiofonia non sarà più legato alla ricezione come è stato negli ultimi 80 anni, ma alla scelta dei contenuti: prima che il produttore del migliore ad essere premiato sarà chi verrà adeguatamente suggerito al conducente o ai passeggeri.
Insomma, dalla rendita di posizione determinata dal segnale migliore e più potente tipico dell’ambiente AM e FM si passerà alle regole del web: vincerà chi è più in alto nei consigli dei motori di ricerca o degli assistenti virtuali. (E.G. per NL)