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Radio 4.0. Conclusioni shock all’Automotive Workshop dell’EBU: l’autoradio andra’ in pensione e la Radio sara’ una app. Metadati visual essenziali da subito

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Conclusioni lapidarie dei futurologi radio all’Automotive Workshop della Digital Radio Week dell’EBU: l’autoradio sarà sostituita da una app sul dashboard delle auto. Inutile investirci più di tanto da parte degli editori: le case automobilistiche hanno già deciso dove porre l’attenzione maggiore.
La rivista Radio World ha dedicato un approfondimento particolare all’Automotive Workshop nell’ambito della Digital Radio Week della European Broadcasting Union che ogni anno a febbraio riunisce i principali attori della comunità radiofonica per condividere idee, esperienze, domande, lezioni ed ispirazioni.
L’Automotive Workshop di quest’anno si è concentrato su come i moderni sistemi di intrattenimento multimediale in-car presentino capacità di coinvolgimento senza precedenti ed ha evidenziato come piattaforme di distribuzione di contenuti via IP come Spotify e Pandora traggano vantaggio dagli sforzi e dal denaro che le case automobilistiche stanno investendo.
Loghi, titoli di canzoni, informazioni aggiornate e notizie sull’artista e sul brano sono ora disponibili come standard delle app dei servizi di streaming on demand (SOD), migliorando l’user experience generale.
In questo contesto, l’autoradio quale sintonizzatore sembra avere un ruolo sempre minore, considerato che nel tentativo di offrire una car multimedia user experience migliorata per conducenti e soprattutto passeggeri, le case automobilistiche hanno chiesto alle emittenti radio di includere metadati e contenuti visual nei loro feed.

Sebbene le emittenti ritengano che questa sia una grande opportunità per costruire una migliore esperienza di ascolto per l’automobilista 4.0, esse sono preoccupate per i costi associati alla veicolazione di metadati visual. Inoltre, i flussi di lavoro radiofonici odierni in broadband sembrano inadatti a questa produzione di massa o alla gestione di immagini e dati aggiuntivi, che richiedono, ad esempio, aggiornamenti regolari dei loghi dei programmi e delle immagini promozionali, anche se con l’avvento del 5G molte limitazioni tecniche potrebbero essere superate.
Per molti anni l’industria radiofonica ha discusso la possibilità di arricchire il feed audio sia tecnicamente che creativamente, ma la conversazione fino ad ora ha spesso portato a concentrarsi sugli aspetti negativi, tra cui la necessità per le emittenti di finanziare questi sforzi. Ogni volta, quindi, il processo di valutazione è giunto a uno stallo.
Tuttavia, durante questo workshop, è emerso l’interesse degli inserzionisti radiofonici a sponsorizzare contenuti radiofonici che consentano di integrare il loro logo in un’immagine correlata al programma in onda e visualizzata sul cruscotto dell’auto.

Tale opportunità potrebbe spingere i content provider radiofonici ad investire (anche dal punto di vista dell’audio design, come abbiamo osservato in un recente pezzo sul tema) sul proprio feed audiovisivo.
Questo approccio, secondo i sostenitori dell’approccio visual, “costringerebbe” i broadcaster a produrre contributi visivi ricchi di contenuti e accattivanti per essere aggiornati e sincronizzati con i loro feed audio al fine di soddisfare la domanda degli inserzionisti.
I professionisti del marketing radio potrebbero anche promuovere questa opportunità offrendo ai propri inserzionisti la disponibilità di metriche dettagliate del pubblico della radio ibrida in-car agli sponsor.
Il risultato, hanno detto i partecipanti, sarebbe che gli investitori pubblicitari e gli esperti di marketing potrebbero incentivare l’indispensabile approccio multimediale e multipiattaforma dei radiofonici in vista di un futuro magari non troppo lontano in cui al posto dell’autoradio sulla vettura ci sarà solo una app radiofonica. (E.G. per NL)