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Radio digitale. 1500 stazioni in EU (+24%). Dal 3° Digital Radio Report della EBU lo stato del numerico. IP valido supplemento, specialmente per switch over FM e per target più giovane

La radio digitale avanza: sono 1503 le radio digitali che trasmettono sul territorio UE con un aumento di 288 marchi (+ 24%) solo nell’ultimo anno. La quota sale (+ 34%) se si considerano le radio “non pubbliche” (commerciali, comunitarie).
In crescita anche l’emittenza radiofonica locale, e il numero di terminali predisposti per la nuova ricezione, soprattutto quelli installati sulle automobili con controllo vocale. Sono le maggiori rilevanze del Digital Radio Report, giunto alla sua terza edizione, pubblicato dalla European Broadcasting Union (EBU), associazione dei broadcaster europei, soprattutto pubblici.

Il rapporto monitora la progressione della trasmissione radiofonica digitale (DAB e DAB+) in 28 mercati europei (27 Paesi, il Belgio conta per due), dividendoli in 4 categorie (digital leader, embracer, newbie and wait and see) a seconda del progresso della nuova tecnologia: l’Italia, pur non figurando nel gruppo di testa (Norvegia, UK, e Svizzera) risulta fra i Paesi più avanzati anche grazie allo spegnimento effettuato nella zona di Bolzano. Come noto il 2017 ha visto il primo switch off sul continente, in Norvegia, dove le radio nazionali hanno spento il segnale FM gradualmente da gennaio a dicembre (mentre le locali delle aree meno popolate hanno ancora 5 anni).
Il passaggio ha comportato costi anche in termini di audience, perché sono diminuiti i punti di accesso e il pubblico ha perso molto tempo nella sintonizzazione delle nuove stazioni ricevibili: si stima intorno al 15% la perdita di audience a livello nazionale (gennaio su gennaio) che appare tuttavia rientrata nelle zone che hanno transitato prima. Fra le altre rilevanze di interesse, il progresso delle radio locali, in Svizzera, che per prima ha iniziato una strategia di promozione di tecnologie low cost, seguita da Germani, Paesi Bassi e Regno Unito (aperta una consultazione al riguardo); il ridimensionamento del ruolo della radio via IP, il cui consumo nei maggiori 5 mercati è limitato all’8% – ossia l’ascolto rimane essenzialmente sull’etere, anche se l’IP costituisce un valido supplemento, specialmente nel periodo di switch over e per il pubblico più giovane; aumentano, infine, i terminali con controllo vocale, nuovo entry point della radio digitale: sono 33 milioni le unità vendute al 2017.

Tali terminali sono di default su tutti i nuovi modelli di automobili, ma la Norvegia ha anche sperimentato una crescita del mercato after sales con lo switch off. La radio è al centro dell’attenzione internazionale in questi giorni: il 13 febbraio si è celebrata la giornata mondiale della Radio istituita dall’Unesco nel 2011. La giornata di quest’anno è stata dedicata alla radio e lo sport che, come dice Il Segretario Generale del’ONU nel messaggio dedicato, contribuiscono a costruire ed unire le comunità creando partecipazione e inclusione.
La EBU sta ospitando a Ginevra la Digital Radio Week, una tre giorni (12-15 febbraio) di convegni (Digital Radio Summit), workshop (Radiohack) oltre a una giornata tematica dedicata agli archivi radiofonici. (E.G. per NL)