Radio e Tv. Agcom pubblica la nuova lista dei servizi di interesse generale di cui alla delibera n. 250/25/CONS. 15 giorni per le rettifiche

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In accordo a quanto previsto dalla delibera n. 250/25/CONS, recante “Revisione delle linee guida in materia di prominence dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di interesse generale”, al fine di “assicurare rilievo ai servizi di interesse generale definiti al paragrafo 3 dell’Allegato A (nel seguito, le Linee guida), secondo le modalità previste al successivo paragrafo 6″, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato oggi la lista provvisoria (NB) dei servizi audiovisivi e radiofonici di interesse generale distribuiti online.

Sintesi

Agcom ha pubblicato la lista provvisoria (al netto di omissioni e rettifiche) dei servizi audiovisivi e radiofonici di interesse generale online in attuazione della delibera 250/25/CONS, che ridefinisce in modo strutturale le regole di prominence nei sistemi digitali.
L’elenco, articolato in cinque sezioni tra servizio pubblico, operatori commerciali nazionali e locali, resterà aperto per 15 giorni a segnalazioni di errori o omissioni, prima della pubblicazione definitiva.
La riforma amplia in modo significativo il perimetro dei dispositivi soggetti agli obblighi di visibilità, includendo smart TV, decoder e soprattutto i sistemi di infotainment automobilistici, riconosciuti come ambiente centrale di fruizione radiofonica. Restano invece esclusi smartphone, tablet, PC e smart speaker, scelta che solleva interrogativi sul futuro equilibrio tra radio tradizionale e piattaforme OTT.
L’inserimento nel paniere dei SIG assume un valore strategico, poiché abilita l’accesso privilegiato nelle interfacce dei device, rafforzando il pluralismo informativo in un ecosistema sempre più competitivo e guidato dal design delle piattaforme.

Lista in cinque sezioni

La lista è suddivisa in cinque sezioni: i servizi forniti dalla concessionaria del servizio pubblico, i servizi commerciali audiovisivi nazionali, i servizi commerciali audiovisivi locali, i servizi commerciali radiofonici nazionali e i servizi commerciali radiofonici locali, elencati in ordine alfabetico rispetto al nome del fornitore. L’ordine con cui sono riportati i servizi nella lista ha un mero fine di elencazione degli stessi e resta fermo quanto previsto dalle Linee guida in materia di collocazione dei servizi di interesse generale.

15 giorni per segnalare errori od omissioni

Nei 15 giorni successivi alla data di pubblicazione della lista, i soggetti interessati possono richiedere l’eventuale rettifica delle informazioni ivi riportate o segnalare l’eventuale assenza di servizi per i quali è stata inviata richiesta di inserimento nei tempi e nelle modalità previste dalle Linee guida.

I motivi dell’assenza

In proposito, Agcom, nella nota esplicativam richiama quanto disposto dalle Linee guida al paragrafo 3 e ricorda che “le richieste, inviate in accordo alla procedura ivi prevista, incomplete o erroneamente compilate sono state ritenute inammissibili”. La richiesta di rettifica può essere avanzata inviando una apposita comunicazione tramite PEC all’indirizzo [email protected], all’attenzione dell’ing. Ilaria Gallina, recante nell’oggetto “Lista dei servizi di interesse generale di cui alla delibera n. 250/25/CONS”.

Le informazioni

La comunicazione deve riportare la data di invio dell’istanza precedentemente inviata, il nome del fornitore del servizio di media e la denominazione del servizio di media e deve indicare in modo puntuale e sintetico le informazioni oggetto di rettifica, nonché un recapito telefonico di riferimento.

Lista definitiva dopo le verifiche

La lista definitiva dei servizi di interesse generale stilata ai sensi delle Linee guida è pubblicata sul sito web istituzionale dopo il periodo di 15 giorni suindicato ed entra in vigore all’atto della pubblicazione.

I servizi broadcast

Agcom ha opportunamente precisato che “I servizi di media radiofonici nazionali e locali distribuiti gratuitamente in broadcasting (AM, DAB+, FM) sono qualificabili come servizi di interesse generale in accordo a quanto previsto dal paragrafo 3 delle Linee guida e, pertanto, non sono inclusi esplicitamente nella lista”.

Quadro regolamentare

Ricordiamo che la scadenza del 19/12/2025 ha segnato l’avvio operativo di una riforma regolamentare che Agcom ha gradualmente costruito negli ultimi mesi – anche a seguito di un ricorso al TAR introdotto da Samsung, Google e la rappresentanza dei produttori di dispositivi, contro l’iniziale formulazione delle Linee Guida (ricorso che aveva condotto ad una nuova consultazione pubblica in esito alla quale è emerso l’attuale regolamento) -, aggiornando il quadro rispetto alla disciplina 2024 e disegnando un impianto nuovo che interessa dispositivi, interfacce utente e criteri di accessibilità dei contenuti editoriali nei sistemi digitali.

La delibera 250/25/CONS

La delibera 250/25/CONS ha ridefinito in modo strutturale la prominence dei SIG, ovvero le regole tramite le quali servizi editoriali televisivi e radiofonici di interesse generale devono essere presentati e resi immediatamente accessibili agli utenti su una serie di dispositivi e nell’ambiente digitale.

Il perimetro dei dispositivi

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ampliato il perimetro dei dispositivi soggetti a obblighi – includendo in modo formale le smart TV, i decoder terrestri/satellitari, i dongle e set-top box e i sistemi di infotainment automobilistici – mentre ha escluso per ora smartphone, tablet, PC e smart speaker, scelte che hanno suscitato preoccupazioni tra alcune associazioni ed operatori per la possibile marginalizzazione dell’ascolto radiofonico tradizionale davanti all’ascesa delle piattaforme OTT di streaming on demand.

Coerenza col TUSMA

L’obiettivo di Agcom è chiaro e coerente con il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi (TUSMA): garantire che i SIG – pubblici e commerciali, nazionali e locali – siano sempre facilmente accessibili “mediante qualsiasi strumento di accesso”, evitando che il pluralismo informativo sia determinato dal design di una homepage o dalle logiche commerciali dei produttori di device.

Il paniere dei SIG dopo il 19/12/2025 e i criteri di accesso

Il nuovo elenco SIG, è tornato a fondarsi sulle categorie classiche – generalisti pubblici, generalisti e tematici nazionali, locali informativi, radio nazionali e locali – ma introduce criteri di qualità e coerenza editoriale più rigorosi. Tra questi, la presenza di una testata giornalistica registrata, l’impegno a produrre informazione locale strutturata e, nel caso delle TV locali, una serie di requisiti cumulativi che elevano la qualità minima richiesta per l’inclusione.

Non solo riconoscimento formale

L’inserimento nel paniere non serve solo a un riconoscimento formale: assume un’importanza strategica, perché abilita il servizio a comparire nella schermata principale delle interfacce dei dispositivi in linea con le regole di prominence. In pratica, una volta incluso nel SIG, il servizio ha la possibilità di ottenere visibilità privilegiata nella prima schermata di smart TV e autoradio connesse, rafforzando così l’accesso da parte degli utenti in un mercato sempre più frammentato e competitivo.

Automotive e prominence: la grande novità

Una delle principali innovazioni della delibera è l’inclusione formale dell’automotive tra i dispositivi soggetti agli obblighi di rilievo dei SIG. Per la prima volta, l’Autorità ha riconosciuto in modo esplicito l’importanza dell’ambiente automobilistico come spazio primario di fruizione dei contenuti radiofonici: il regolamento richiede che i servizi di interesse generale siano accessibili in modo diretto nella dashboard dei sistemi di infotainment, attraverso un pulsante o comando vocale immediatamente individuabile, senza vincoli di design che compromettano la sicurezza della guida.

Ambiente d’ascolto

La scelta di Agcom risponde alle sollecitazioni degli editori, che da tempo sostengono come la radio in auto costituisca ancora il principale ambiente di ascolto; al tempo stesso, alcuni operatori del settore automotive hanno espresso riserve sui tempi tecnici ritenuti stretti per l’adeguamento, pur riconoscendo la necessità di tutelare il pluralismo radiofonico in un ecosistema digitale ormai dominato da sistemi operativi proprietari.

Esclusioni e criticità: smart speaker e dispositivi mobili

Pur ampliando il campo di applicazione alla connettività auto, la delibera mantiene esclusi dallo schema gli smartphone, i tablet, i PC e gli smart speaker. Questo punto è stato letto da molti addetti ai lavori come un rischio concreto di penalizzazione della radio tradizionale, soprattutto in un’epoca in cui i servizi audio on demand e le piattaforme musicali occupano spazi sempre più vasti nelle interfacce mobili e nei dispositivi domestici connessi.

Verso una disciplina matura ma complessa

“La delibera 250/25/CONS non è l’ultimo atto, ma l’inizio di una fase in cui la disciplina verrà affinata con la cooperazione tra Agcom, produttori, editori, aggregatori intermediari e piattaforme tecnologiche”, spiega Alessio Negretti, giurista di Consultmedia.

Revisione triennale del regime

Agcom ha previsto anche una revisione triennale del regime, per adeguarlo all’evoluzione tecnologica e agli standard emergenti, incluso l’impatto del DVB-I e di altre tecnologie broadcast digitali future”, avverte il consulente.

Elenco provvisorio

Qui per consultare l’elenco provvisorio. (E.G. per NL)

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