Radio e Tv locali. Il falso mito del pluralismo informativo locale in pericolo: ecco il quadro “sostanziale” delle emittenti esistenti

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Pluralismo informativo: uno dei concetti più abusati in Italia, in ambito mediatico.
E’ ovviamente chiaro a tutti gli operatori ed osservatori che il quadro complessivo delle emittenti radiotelevisive esistenti in Italia non può essere effettuato attraverso il conteggio dei titoli all’esercizio in circolazione.
Se infatti si prendesse a riferimento il numero derivante, avremmo, su scala locale, 1200 emittenti radiofoniche FM in attività e quasi 5000 fornitori di servizi di media audiovisivi sul digitale terrestre (FSMA, cioè tv DTT).

In realtà molti di questi titoli sono, diciamo, “inespressi”, cioè rimandano a imprese editoriali non sostanzialmente attive o comunque riconducibili ad altre (è il caso dei cd “LCN fotocopia” o dei titoli concessori FM che non diffondono programmazione autonoma).
Una stima grossolana porta in realtà a considerare un numero effettivo di emittenti FM di circa 700 unità e più o meno 1000 FSMA concretamente attivi, di cui  poco meno di 500 ex analogici (cioè le vecchie tv locali). In ogni caso, a ben vedere, un bel supporto al “pluralismo informativo”.
Un dato che trova conforto dall’esame delle domande di contributo presentate dalle emittenti televisive e radiofoniche operanti in ambito locale, secondo la nuova regolamentazione prevista dal DPR n. 146/2017.

Nel merito, il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noto che per l’annualità 2018 sono state 1029 le domande presentate sul Sicem da radio e tv, di cui 186 per TV commerciali, 238 TV comunitarie, 302 Radio commerciali e 303 Radio comunitarie.
Riferendosi all’annualità 2017, la stima cambia di poco: le domande online presentate dalle emittenti locali entro la scadenza stabilita del 31/01/2018 sono state 1044, di cui 187 per TV commerciali, 221 per TV comunitarie, 319 per Radio commerciali, 317 per Radio comunitarie. Cioè 600 radio locali e 400 tv locali.
Insomma, lo spauracchio  del crollo del pluralismo informativo è del tutto infondato, considerato che, anche al netto dei titoli fantasma, il settore radiotelevisivo italiano via etere risulta essere il più affollato del mondo.
Il tutto a fronte di una sostenibilità del mercato sul piano commerciale di circa 400 emittenti FM tra commerciali e comunitarie e la metà di quelle televisive. (E.G. per NL)

foto antenne di Floriano Fornasiero

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