Radio. Emendamento a Milleproroghe per proroga scadenza obbligo DAB+ su smartphone. Confindustria: scelta ingiusta e illogica, contraria all’innovazione

emendamento

Emendamento al D.L. Milleproroghe che vorrebbe spostare il termine del 31/12/2020 per l’introduzione anche sugli smartphone di una interfaccia per la fruizione della radio digitale DAB+.
Alla scarsa reattività dell’automotive all’obbligo di legge di dotare i sistemi di infotainment delle nuove vetture di strumenti per la ricezione della radio digitale via etere (DAB+) – di cui abbiamo già dato conto – si aggiunge ora un ulteriore problema relativamente all’affermazione del digital audio broacasting.

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Forte contrarietà

Il processo di sviluppo digitale della radio con introduzione dell’interfaccia DAB sui telefonini non può subire rinvii ulteriori, dopo la data limite del 31/12/2020, ultima scadenza fissata per legge e su cui l’intero sistema radiofonico italiano si è correttamente concentrato, con investimenti, organizzazioni e produzioni, per garantire massima e migliore diffusione digitale verso gli utenti“.
Confindustria Radio Tv esprime perciò “forte contrarietà all’emendamento presentato sul DL c.d. “Milleproroghe” (AC 2325), da parte dell’On. Alessia Rotta che intende rinviare ulteriormente tale scadenza. Sarebbe una scelta ingiusta e illogica, contraria all’innovazione. Andrebbe, inoltre, nella direzione opposta agli impegni assunti del Governo per lo sviluppo della digitalizzazione, anche nel rispetto delle direttive e alle migliori e più convenienti pratiche europee“.

Emendamento dormiente

Il controverso emendamento attualmente risulta accantonato ma, “a giudizio di CRTV, deve essere ritirato e per questo rivolge un vivo appello al Ministro dello Sviluppo Economico, all’intero Governo e al Parlamento, affinché si confermi quanto già deciso con la legge 32/2019 (ex decreto sblocca cantieri), sulla cui base sono stati programmati investimenti e interventi e attività organizzative, tecniche e produttive delle imprese per la digitalizzazione della radio e per un corretto orientamento dei consumatori”.

Mortificato chi sta alle regole

“Diversamente non solo si danneggerebbe la radiofonia e non solo verrebbe spiazzato il mercato già indirizzato dalla legge, ma sarebbero puniti coloro che credono su quanto le leggi prescrivono“, spiega una nota di Confindustria Radio Tv, che ritiene che rimandare ulteriormente lo sbarco del DAB+ radiofonico sui terminali di telefonia mobile creerebbe un problema organizzativo, produttivo e di mercato non indifferente, per giunta ad un mese dall’entrata in vigore dell’obbligo di vendita ai consumatori dei device DAB+.

“Digitalizzazione” non può essere uno slogan

Altrettanto danno ci sarebbe per la libertà di scelta dei consumatori, a causa di un ulteriore prolungamento dell’uso irragionevole e non pianificato delle radiofrequenze. (E.G. per NL)

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