Radio. Gerardi: tornerei a far radio anche gratis, se potessi fare quello che voglio. Con Goodfellas siamo una comune: ognuno dà il meglio di quello che sa fare

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Con Goodfellas sperimentiamo, siamo un laboratorio, una comune dove ciascuno dà il meglio di quello che sa fare e gli piace fare.
L’attore Antonio Gerardi: la Radio deve cambiare profondamente. Tornerei a farla, ma se potessi fare solo quello che mi piace. Anche gratis, perché sono in quella fase della vita dove quello che ti piace è più importante di quello che ti fa guadagnare di più.

La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi (dal film Basilicata coast to coast)

Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Antonio Gerardi, simpatico, bravo e noto attore lucano (Basilicata coast to coast, 1992, Romanzo Criminale – La serie, Paolo Borsellino – I 57 giorni, ecc.) sulla sua nuova emittente radiofonica digitale, Goodfellas.

Antonio Gerardi 4 - Radio. Gerardi: tornerei a far radio anche gratis, se potessi fare quello che voglio. Con Goodfellas siamo una comune: ognuno dà il meglio di quello che sa fare

Gli esordi a Radio Sud 101

Ho incominciato a Radio Sud di Potenza (è originario di Avigliano, in Basilicata, ndr), dove lavorava il mio compianto fratello Donato. Momenti indimenticabili. Poi qualche esperienza in altre emittenti locali lucane e quindi il salto a Radio Norba, superstation del Sud Italia”, esordisce Gerardi.
“La grande notorietà nazionale venne poi, con RTL 102,5 cui seguì l’indimenticabile esperienza di Radio Kiss Kiss”, continua l’attore.

Quei bravi ragazzi di Goodfellas

(Newslinet) – Da dove nasce l’idea di Goodfellas?
(Antonio Gerardi) – Dal lockdown (ride)…. Con moglie e quattro figli avevo bisogno di “evadere dai domiciliari” e così ho deciso di ritagliarmi uno spazio, condividendo la mia passione per la musica anni ’70 d’elite. Per scherzo, o per necessità, è così nata Goodfellas…

Ti mostro il lato B

(NL) – Nomen omen…
(AG) – Già. Ma su Goodfellas non aspettarti la top hit delle Ritchie Family o delle Sister Sledge. Sentirai piuttosto i lati B dei loro 45 giri. Se meritano attenzione, ovviamente….

Antonio Gerardi 6 - Radio. Gerardi: tornerei a far radio anche gratis, se potessi fare quello che voglio. Con Goodfellas siamo una comune: ognuno dà il meglio di quello che sa fareBasta classici!

(NL) – In effetti un errore piuttosto comune delle radio oldies è quello di suonare solo i grandi classici…
(AG) – La radio ha abdicato al suo ruolo di educazione musicale, prendendo atto di quanto lanciato da Spotify. I giovani non la seguono più. Me ne sono accorto salendo sulle auto con autista messe a disposizione dai set cinematografici: nessuno dei conducenti (tutti giovani) ascoltava la radio. Tutti sentivano le proprie playlist. Se la radio non è ascoltata dai ragazzi, mi sono detto, è perché non è più in grado di soddisfare quello che vogliono…

La Grande Minchiata

(NL) – Meglio quindi rivolgersi agli adulti con gli oldies? Non è pericoloso trasmettere no-hits? Un notissimo editore radiofonico nazionale un anno fa ci disse a riguardo delle radio elitarie: “Se un brano non ha avuto successo 40 anni fa, perché dovrebbe averlo oggi?”
(AG) – Gigantesca minchiata (ride)! Il passato, in particolare gli anni ’70, sono pieni di perle da scoprire. Prendi Joey Negro (nome d’arte di Dave Lee, produttore e dj, ndr): scopre e lancia autentiche chicche anni ’70 che travolgono il suo pubblico. Eppure non sono state hit… Con Goodfellas ci piace fare questo….

Dante è Chic

(NL) – Una sperimentazione che non si estende solo alla musica…
(AG) – Il pensiero crea la forma. E quindi traduco nella sostanza le idee in tempo reale. Come intervallare gli Chic con una terzina di Dante…

Come ti destrutturo il palinsesto

(NL) – Palinsesto destrutturato….
(AG) – Completamente. Qualcuno potrebbe pensare che Goodfellas sia una one man station. No, siamo un gruppo di amici, come negli anni ’70. Il minimo comun denominatore è solo la qualità. Sei bravo? Hai qualcosa da dire o da far ascoltare? Io ti do le credenziali di accesso al playout. Siamo una comune, come quelle degli hippies. Ciascuno mette il meglio di quello che sa fare, finché ha voglia o può farlo. Senza vincoli, ma anche senza soldi. Se arriveranno li distribuiremo. Intanto ci divertiamo. Un mondo.

Busi mi ha detto: meno sai di quello che facciamo per te, meglio è

(NL) – Dal punto di vista contenutistico. Ma su quello tecnico invece sembra che l’attenzione di Goodfellas sia ai massimi livelli….
(AG) – Io e i “bravi ragazzi” siamo responsabili della selezione musicale e dei contenuti. Per la parte tecnica mi sono affidato al team di 22HBG di Gianluca Busi che mi ha detto: Antonio, ci pensiamo noi. Tu meno ne sai, meglio è. Che non era difficile, visto che non ne sapevo nulla… Stanno facendo un lavoro fantastico, con app, skill, action, popolamento di tutti gli aggregatori radiofonici. Primo ovviamente FM World, che mi ha assegnato un buon posizionamento.

Suono identitario

(NL) – Una radio si deve anche differenziare per il suono….
(AG) – Il suono è identitario: ti deve caratterizzare. Noi abbiamo scelto Omnia, che riteniamo il non plus ultra. Frank Foti è un mito e completa la dotazione tecnica di Goodfellas, che per il payout utilizza XAutomation di Xdevel, dell’amico Maurizio Gugliotta.

La tv va utilizzata come radio, non viceversa

(NL) – Cosa pensi della visual radio?
(AG) – Ricordo che quando da giovane vidi in tv un mio mito radiofonico, rimasi deluso. La radio stimola l’immaginazione, ma non dovrebbe fare la tv. Tuttavia dal punto di vista tecnologico la tv è un device come tanti altri: l’FM non ha più il dominio delle piattaforme distributive e quindi la radio deve presidiarla al pari di altri. Ma utilizzare la tv per farsi ascoltare, non significa fare la tv. Altrimenti la radio diventa la tv. La Radio deve utilizzare la tv (device), non diventare la tv (medium).

Editori supponenti

(NL) – Togliti un sassolino dalla scarpa. Sparlaci dei radiofonici…
(AG) – Dovrei togliermi un masso, non un sassolino (ride). I radiofonici peccano di supponenza: se vogliono sopravvivere, devono adeguarsi, cambiare modello. La Radio da milioni di utenti lascerà il posto ad emittenti con audience più limitate, le cosiddette radio verticali, sartoriali. Prima gli editori capiranno questo, meglio sarà per loro. (M.L. per NL)

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