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Radio. Radio France: 40 mln di euro di deficit se le cose non cambiano. Pronto il piano di risparmio, ma a rischio fino a 390 posti

Radio France

Il 03/06/19 Sibyle Veil, presidente e direttore generale di Radio France, ha presentato il progetto strategico denominato “Radio France 2022 une nouvelle ambition de service public”, relativo al periodo 2019-2022 e volto a risollevare dalla crisi l’emittente radiotelevisiva francese.

“Questo piano”, ha dichiarato Sibyle Veil a Franceinfo, “[…] è anche un ambizioso progetto di sviluppo per il servizio pubblico, motivo per il quale stiamo mobilitando 20 milioni di euro che vogliamo ridistribuire per prepararci al futuro. Questo non impedirà a Radio France di continuare a svilupparsi. […] Dobbiamo continuare a progredire”.
Da un lato, quindi, l’intenzione è di procedere con la riduzione del personale – che ad oggi conta 4600 dipendenti – attraverso partenze volontarie (nell’arco di tre anni si parla di 270 o 390 unità, numero che varierà sulla base della buona riuscita della contrattazione tra l’emittente e i sindacati dei lavoratori o, all’opposto, del mancato accordo in tal senso), con un conseguente risparmio di 25 mln di euro, su un totale di 480 mln delle spese per questo comparto, pari al 61% dei costi complessivi. Dall’altro lato, verranno, però, assunte 50 nuove figure professionali che avranno il compito di mantenere adeguati e aggiornati i servizi offerti al pubblico sul digitale. 

In Francia l’emittente pubblica riceve aiuti per 500 mln di euro – secondo i dati 2018 – ma, ciò nonostante, Veil ha dichiarato che “se non cambiamo nulla, con la diminuzione della commissione e il normale aumento delle spese della società, saremo in deficit di 40 milioni di euro nel 2022”.
Nel frattempo, le trattative con i sindacati sono iniziate e il fronte dei lavoratori contesta la posizione dell’azienda: secondo la società l’organico potrà essere ridotto di “soli” 270 posti a patto che vengano accettate determinate condizioni richieste dall’editore come, ad esempio, la riduzione delle ferie maturate, la diminuzione dei congedi e una riorganizzazione del lavoro.
Il problema però è: riusciranno i vertici di Radio France a trovare sufficienti lavoratori disposti a rimanere a casa? (N.S. per NL)