Radiotelevisione: mentre in Svizzera si supportano le locali, diminuendo la pressione governativa su di esse, in Italia si punta a sterminarle

Con la modifica all’ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) il Consiglio federale elvetico migliora ulteriormente le condizioni economiche quadro per le emittenti radiotelevisive.

Norme meno severe in materia di pubblicità e sponsorizzazione e maggiori possibilità di sovvenzione per investire nelle nuove tecnologie. Cioè esattamente il contrario di quanto avviene in Italia, dove le stazioni locali sono obbligate a migrare verso nuove tecnologie senza supporto alcuno ed anzi in coincidenza con la soppressione delle già minime "provvidenze per l’editoria". Come fa sapere l’equivalente svizzero del nostro Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, cioè L’Ufficio Federale per le Comunicazioni, "Le disposizioni in materia di pubblicità e sponsorizzazione si adeguano alla minore severità delle norme internazionali per evitare che le emittenti radiotelevisive svizzere risultino svantaggiate rispetto alle "finestre" pubblicitarie estere. D’ora in poi saranno ammesse, ad esempio, interruzioni pubblicitarie più frequenti: concretamente, le emittenti concessionarie saranno autorizzate a interrompere film e trasmissioni d’informazione ogni 30 minuti. Le nuove regole saranno in vigore a partire dal 1° aprile 2010. Il Consiglio federale ha inizialmente discusso la possibilità di allentare le disposizioni pubblicitarie anche per la SSR. Attenderà tuttavia i risultati dell’esame dell’importo dei canoni di ricezione prima di giungere a una decisione definitiva in materia. Il divieto di pubblicità all’interno dell’offerta online della SSR è quindi mantenuto e le interruzioni pubblicitarie continueranno ad essere ammesse unicamente nelle trasmissioni che durano più di 90 minuti. torre%20trasmissione%20radio%20tv - Radiotelevisione: mentre in Svizzera si supportano le locali, diminuendo la pressione governativa su di esse, in Italia si punta a sterminarleIn futuro la quota di partecipazione al canone destinata alle radio concessionarie non commerciali (emittenti complementari) potrà raggiungere fino al 70 per cento delle loro spese d’esercizio. È stato migliorato anche il sistema di versamento dei contributi per gli investimenti in nuove tecnologie. In futuro, ad esempio, saranno assegnati a quelle emittenti concessionarie che diffondono o fanno diffondere i propri programmi attraverso tecniche di trasmissione ritenute molto importanti, anche qualora non costruiscano da sé la rete di trasmissione e vi partecipino solo finanziariamente. L’incentivo alle nuove tecnologie auspicato dal governo dovrebbe così essere rafforzato. Sugli introiti della pubblicità e della sponsorizzazione, infatti, le emittenti concessionarie versano una tassa destinata, tra l’altro, allo sviluppo tecnologico. Inoltre, anche una parte dei canoni di ricezione è destinata a questo scopo. La revisione dell’ordinanza si è resa necessaria soprattutto in seguito alle modifiche della direttiva UE "Televisione senza frontiere" e all’accordo sulla partecipazione al programma comunitario MEDIA per gli anni 2007-2013, entrato in vigore il 1° dicembre 2009: ne sono derivate difatti maggiori possibilità in materia di pubblicità e sponsorizzazione per le emittenti delle vicine Germania e Francia che trasmettono anche in Svizzera (le cosiddette "finestre"), con il conseguente rischio di penalizzazione delle nostre emittenti". Inutile sperare che il governo italiano prenda esempio da quello svizzero. Del resto, quel che è stato capace di fare il nostro esecutivo per le emittenti locali parla da solo. (A.M. per NL)
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