RAI: Gentiloni, governo non si occupi di nomine ma di riforma

Il ministro delle comunicazioni interviene sull’aspra battaglia in corso sul CdA della concessionaria pubblica


Troppo buoni come dice D’Alema? “Non credo che i governi devono essere più o meno buoni nei confronti della Rai, le competenze dei governi nei confronti della Rai sono piuttosto limitate: può concorrere nella nomina del direttore generale attraverso il Tesoro, può occuparsi del futuro del servizio pubbico radiotv, ed è quello che cercherò di fare io nei prossimi mesi. Del presente e delle nomine meno se ne occupa e meglio è”. Lo ha detto il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni a Radio24.

Quanto al foglietto con i nomi dei possibili nuovi direttori: “Da dove viene? Non ne ho la più pallida idea ma stupirsi della lottizzazione Rai in Italia è come stupirsi dei temporali d’estate. Se c’è una cosa che dura da 52 anni è la lottizzazzione, bisognerebbe non rassegnarsi alla lottizzazione che è un dato di fatto. Per non rassegnarsi servono due atteggiamenti: il primo è occuparsi del futuro e solo cambiare le regole può diminure il fenomeno; nel presente bisogna lasciare il più possibile spazio di autonomia al Cda che è già molto politicizzato in sè. Sono stati eletti dalla Vigilanza e appartengono a diverse aree politiche. Per curare la lottizzazzione ci vuole insomma una riforma legislativa e nel frattempo lasciamo il massimo di autonomia al Cda”.

“Il tema del totonomine – aggiunge Gentiloni – è la croce e la delizia dei nostri salotti, non faccio il finto tonto perchè è così da mezzo secolo ma sarebbe utile cambiare il sistema sapendo che non sarà facile”.

“Bisogna intervenire sulla patologia italiana di questo rapporto, aumentare la distanza tra Rai e politica”, e insieme si deve pensare a “soglie antitrust per ridurre il peso del duopolio”. Per quanto riguarda la Rai “bisogna cominciare – sarà il mio primo passo – con una separazione vera tra ciò che è finanziato dal canone e ciò che è finanziato dalla pubblicità. Tutti i discorsi sulla qualità sono azzoppati da questo semplice fatto materiale”.

Più in generale nel sistema radiotv è necessario “un aumento di offerta che costituisce un bene per il pluralismo. Ogni volta che si allarga l’offerta si può dire che la tv migliori. Il problema di oggi – spiega Gentiloni – è proprio quello di allargare l’offerta oggi troppo concentrata su due editori. Questa situazione va modificata sia perchè ce lo chiede l’Ue, come la Corte costituzionale, sia perchè credo che questa liberalizzazione renderà il sistema tv migliore per i telespettaori. è chiaro che chi ha avuto una posizione di privilegio verrà sfidato da questa nuova situazione, ma la concorrenza non è solo un rischio è anche un’occasione. Perchè basare le fortune di un’azienda solo su un monopolio domestico alla lunga non fa bene neanche ad una grande azienda”.

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