Riunione da Calabrò: tutti d’accordo contro le gogne medianiche

C’è stato unanime consenso sia sui principi individuati dall’Autorità, sia sul modo di procedere. E si è stabilito che sarà un codice di autoregolamentazione”


da Franco Abruzzo.it

Roma, 25 febbraio 2008. “Così il presidente AgCom, Corrado Calabrò, al temine della prima riunione del tavolo tecnico sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive. “Il tavolo tecnico – ha aggiunto Calabrò – prosegue i lavori in modo sollecito”. “Sarà rapidamente riconvocato per vedere se e come si arriverà al codice – ha assicurato il “tecnico” Giovanni Minoli -, comunque l’interesse degli operatori c’è”. All’assise di oggi hanno partecipato, oltre a Calabrò e Minoli, il direttore generale della Rai Claudio Cappon, il consigliere d’amministrazione Mediaset Gina Nieri, Piero De Chiara (Dgtvi), Francesco Tufarelli (Sky Italia), rappresentanti di Frt, Aeranti-Corallo e Ordine del giornalisti, oltre alla Federazione nazionale della stampa (con il presidente Roberto Natale), e i rappresentanti dell’AgCom (Riccardo Chieppa, Giuseppe de Vergottini, Mario Morcellini e Cesare Ruperto) e il commissario Sebastiano Sortino. La Nieri ha sottolineato come “un pari richiamo dovrebbe esserci anche per la carta stampata. Mi rendo conto che le immagini possono avere un impatto evidente e immediato – ha detto – , ma non si può dire che ad esempio la pubblicazione di intercettazioni sia una bella cosa o non influenzi anch’essa fortemente l’opinione pubblica”. Per Cappon, “è tema che riguarda i professionisti più che gli editori, nella storia del giornalismo italiano sono molti i codici che hanno funzionato e sono convinto che anche in questo caso sarà così”. Lorenzo Del Boca, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che non ha potuto essere presente, ha inviato un messaggio in cui ha reso noto che “l’Ordine dei giornalisti non può non accogliere con favore l’ipotesi di un atto di autoregolamentazione, unico in grado di consentire di ottenere risultati senza che venga messa in discussione l’autonomia del giornalismo”. Vessillo del codice sarà quello di non cedere alle lusinghe dell’Auditel. (Velino)

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