Storia della radiotelevisione italiana. 1977: ad un anno dalla sentenza 202/1976 Cost. si pensava già ad uno sviluppo televisivo privato nazionale

Il quotidiano La Repubblica, commentando, nel novembre 1977, la nascita dell’emittente Antenna 3 Lombardia, che aveva inaugurato le proprie trasmissioni ufficiali trasmettendo un importante incontro di pugilato (Mazzinghi-Adkins, 3/11/1977), a riguardo dell’elevata distribuzione del suo segnale in ambito ultralocale, scriveva: “Si va verso un’articolazione precisa delle strutture: i network nazionali da un lato e le tv private autenticamente locali dall’altro” (1).
Storia della radiotelevisione italiana. Friuli, RTB Radiotelevisione Barbara: superstation ante litteram

Alla fine del 1976, in un industrioso Friuli Venezia Giulia in piena e veloce ricostruzione dopo il devastante terremoto del 6 maggio, a seguito di un altrettanto drammatico evento nasceva RTB, Radiotelevisione Barbara, un’emittente che nel giro di pochi anni avrebbe colonizzato regioni intere, arrivando quasi a Milano.
Storia della radiotelevisione italiana. Roma, 1980: GBR Antenna Italia, prima rete nazionale interconnessa?

Da sempre è controverso tra gli studiosi della storia della radiotelevisione privata italiana se il primato della prima rete radiofonica italiana interconnessa sia effettivamente da tributare a Radio Radicale.
Storia della radiotelevisione italiana. Le radio del Movimento: Radio Alice, il linguaggio sporco di Bologna

Il successo delle radio politiche stava cominciando a manifestarsi in tutta la penisola, quando, nel 1976, dal centro storico di Bologna, cominciò a trasmettere Radio Alice, la stazione che sarebbe passata alla storia come la radio "di movimento" per eccellenza.
Storia della radiotelevisione italiana. Toscana, Pisa: da Radio Quattro a Radio Bruno

Nel 1975 le radio libere sono già sbocciate, ad inizio anno se ne contano già una ventina sparse su tutto il territorio nazionale.
Radio. Alè, ci risiamo con il ritorno dei “miti”: ora tocca (sul web) a Peter Flowers

Un tagliente (ma convincente) commento di un lettore sul ritorno di marchi storici romani (Radio Roma e Radio Stand-by) era intitolato "Quella mania di riesumare marchi dimenticati…".
