Tlc. Intesa europea su roll-out 5G nelle maggiori città e sulle principali dorsali autostradali entro 2025

Intesa dei 28 al ribasso sulla riforma del Berec, l’autorità europea dei regolatori tlc rispetto alla proposta della Commissione Ue che chiedeva la trasformazione dell’organismo in una agenzia Ue con più poteri decisionali. Approvazione di una roadmap europea per l’implementazione del 5G ma niente regole comuni per le aste delle frequenze. Approfondimento della tematica della eprivacy e via libera alla ricerca di un accordo sul libero flusso dei dati non personali.
Si stanno concludendo i lavori del Consiglio Europeo delle TLC (Telecoms Council) che si svolge in Estonia dal 4 al 6 dicembre.
Sull’aggiornamento delle norme relative all’organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Berec) il Consiglio UE delle telecomunicazioni ha concordato la propria posizione (orientamento generale) che servirà da mandato per i negoziati con il Parlamento europeo.

Gli stati membri hanno ottenuto di mantenere la struttura di gestione esistente e consentire alle autorità nazionali competenti di essere rappresentate a livello di esperti. Viene rafforzato il suo quadro operativo e vengono meglio definiti compiti e responsabilità dell’organismo. Il Consiglio ha convenuto che le nuove norme debbano essere allineate al suo mandato sul codice europeo delle comunicazioni elettroniche, e che i negoziati su entrambi i fascicoli si svolgeranno in parallelo.
Secondo le prime indiscrezioni la tabella di marcia comune prevede il roll-out della nuova tecnologia nelle maggiori città e sulle principali dorsali autostradali entro il 2025 e l’assegnazione delle frequenze necessarie per l’implementazione dei servizi mobili di nuova generazione confermando il piano pro-5G convenuto dai rappresentanti dei paesi europei (Ue28 più la Norvegia) nell’incontro dello scorso luglio a Talliin.

Tuttavia gli Stati Membri hanno deciso di non armonizzare le norme relative alle aste per la cessione dello spettro, come auspicato dalla Commissione. Il tema, collegato, delle condizioni e la durata delle concessioni (le aziende telecom spingono per una congruità per rientrare degli investimenti) è stato oggetto della discussione dei ministri telecom con i rappresentanti della Commissione e del Parlamento europei sulle modifiche al Codice delle comunicazioni elettroniche (progetto di rifusione di diverse direttive settoriali) il 6 dicembre. La discussione sul codice, in fase avanzata, vedrà la chiusura dei negoziati nella prossima primavera.
I ministri hanno discusso di due ulteriori questioni che fanno parte della strategia del mercato unico digitale (DSM): eprivacy e libero flusso di dati non personali.  Sulla proposta di regolamento per aggiornare le regole sulla privacy per le comunicazioni elettroniche che mira a garantire un elevato livello di protezione della vita privata, delle comunicazioni e dei dati personali, il Consiglio ha richiesto ulteriori discussioni prima di concordare un approccio generale.  Forte sostegno di principio viceversa al progetto di regolamento sul libero flusso di dati non personali che porrebbe fine a requisiti di localizzazione dei dati ingiustificati. (E.G. per NL – fonte Confindustria Radio Tv)

Allegato: Digital Single Market – Spectrum in the European Union

 

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