Tv, Commissione Ue boccia la legge Gasparri

L’Italia ha due mesi di tempo per adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie, pena il deferimento di fronte alla Corte di Giustizia europea


ADN Kronos

Il ministro Gentiloni: ”Mi aspetto una decisa accelerazione” della nuova legge in discussione alla Camera

(Adnkronos/Aki) – L’Italia dovrà adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie. E’ quanto chiede in un parere motivato inviato a Roma la Commissione Europea, compiendo così un nuovo passo nella procedura d’infrazione relativa alla cosiddetta Legge Gasparri. L’Italia ha ora due mesi di tempo per ottemperare, pena il deferimento di fronte alla Corte di Giustizia europea.

Di richiamo ”sacrosanto” parla il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni: ”La legge Gasparri è incompatibile con l’ordinamento europeo” afferma, chiedendo l’accelerazione dell’iter della nuova legge in discussione alla Camera. ”Il disegno di legge del governo – afferma il ministro – cancella la Gasparri e reintroduce i principi fondamentali di pluralismo e concorrenza. Ora – sollecita Gentiloni – mi aspetto una decisa accelerazione del suo iter come ci chiede esplicitamente l’Europa”.

La Commissione infatti, si legge in un comunicato, “ritiene che la legislazione italiana che regolamenta il passaggio della televisione analogica alla televisionedigitale terrestreimponga restrizioni ingiustificate alla fornitura di servizi di radiodiffusione e conceda vantaggi ingiustificati agli operatori analogici esistenti”. Secondo Bruxelles, “la situazione che conosce attualmente la televisione analogica, in cui solo alcuni operatori possono essere in concorrenza sul mercato dei servizi di radiodiffusione, rischia di riprodursi con la televisione digitale terrestre, il che lascerebbe i consumatori italiani di fronte a una scelta limitata”.

La Commissione ricorda di aver già inviato a Roma una lettera di messa in mora, primo passo della procedura d’infrazione, il 19 luglio 2006, in seguito a un esposto depositato a Bruxelles dall’associazione ‘Altroconsumo’. “Se l’Italia – avverte ancora l’esecutivo Ue – non prenderà le misure necessarie per conformarsi al parere motivato entro due mesi dal suo ricevimento, la Commissione può decidere di portare l’Italia di fronte alla Corte di giustizia europea”.

Bruxelles ricorda che, “un anno dopo la messa in mora, le autorità italiane hanno elaborato un progetto di legge (la cosiddetta ‘Gentiloni’, ndr.) che mira a modificare la legislazione esistente in materia di radiodiffusione”. Un progetto, tuttavia, che “non è stato ancora adottato” e dunque, lamenta l’esecutivo Ue, “un anno dopo la messa in mora l’Italia non ha ancora notificato alcuna misura concreta volta a placare i timori della Commissione”. Bruxelles, spiega ancora il comunicato, “ha concluso che la legislazione italiana attuale potrebbe impedire agli operatori che non utilizzano le trasmissioni analogiche di procedere a sperimentazione sulle trasmissioni digitali e di creare proprie reti digitali”.

Inoltre, si legge ancora, “secondo la legge gli operatori di radiodiffusione esistenti potrebbero non solo acquisire, in via di sperimentazione digitale, più frequenze del necessario alla diffusione dei loro programmi contemporaneamente in modo analogico e digitale (diffusione in ‘simulcast’), ma potrebbero anche mantenere il controllo sulle frequenze e le reti di trasmissioni analogiche, anche dopo l’abbandono della diffusione analogica”.

In questo modo, argomenta ancora Bruxelles, “i loro concorrenti sarebbero privati del dividendo numerico apportato dalla capacità accresciuta offerta dalle reti digitali”. Invece, spiega la nota della Commissione, “il passaggio al digitale aumenterà le possibilità di liberazione di una capacità importante dello spettro per servizi di radiodiffusione totalmente nuovi, che vanno dai programmi televisivi supplementari in radiodiffusione tradizionale alla radiodiffusione mobile, la televisione ad alta definizione terrestre o la televisione interattiva”.

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