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Tv. Crisi per il gruppo Profit e oscuro anche il futuro dei lavoratori delle società proprietarie delle emittenti Odeon Tv, Telereporter e Telecampione

Le difficoltà erano già iniziate nel 2009, momento in cui venne presentato un piano di ristrutturazione del debito che delineò un nuovo assetto del gruppo non più da editore televisivo con creazione propria di contenuti, ma da vettore di prodotti esterni indipendenti.

Situazione aggravata, in seguito, da una serie di fattori tra cui il calo pubblicitario, lo switch off nell’autunno 2010, da una diminuzione degli ascolti dovuti ad una frammentazione dell’offerta televisiva e dalla problematicità generalizzata di accedere al credito bancario. Tutti fattori che hanno portato il 5 luglio scorso ad avviare la procedura di fallimento presso il Tribunale di Milano; dei 250 dipendenti sparsi per la Penisola, oggi ne restano in azienda poco meno di cento di cui 35 sono già in cassa integrazione e nelle intenzioni aziendali, altri 35 ci entreranno a breve. A detta di ItaliaOggi (del 18/09/2012) il patron Raimondo Lagostena intende proseguire con le trasmissioni prendendo in affitto banda sul digitale terrestre, forse da Retecapri. Allo stato attuale Odeon non ha ancora trovato una collocazione on air ma si preannuncia diventerà, alla stregua di Telecampione, un canale principalmente di televendite. A seguito della sentenza la società ha comunicato, inoltre, l’intento di cedere il ramo d’azienda riguardante l’autorizzazione di fornitore di contenuti rilasciata a Telereporter, per il marchio Telereporter shopping, e dell’LCN 13 per il quale sarebbe interessata la cremonese Primarete Spa, che non ha però, tra i suoi obbiettivi quello di assorbire personale giornalistico. Intanto l’azienda va all’incasso dei soldi derivanti dalla rottamazione delle frequenze 61-69 (22mln di euro), dei contributi Co.re.com, fondi pubblici da parte dello stato a sostegno dell’editoria locale (1mln e mezzo di euro, derivante dal lavoro giornalistico-informativo per l’anno 2010) e, nel futuro prossimo, quando giornalisti e tecnici saranno già tutti licenziati, continuerà a riscuotere i contributi Co.re.com per gli anni 2011 e 2012, sempre derivanti dall’attività di informazione del lavoro giornalistico. (V.V. per NL)
 

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