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Tv. Rai: Arbore ancora una volta non delude e porta Rai2 a buonissimi ascolti. La ‘lezione’ sulla canzone napoletana, basata sugli archivi della ‘migliore Tv italiana’, piace a molti e ‘impone’ un seguito

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Arbore

Era il solito magico ‘effetto Arbore’ quello che ha contraddistinto la serata di Rai2 di mercoledì 12 dicembre e che ha portato la rete dove è appena (ri)approdato Carlo Freccero alla direzione a raggiungere risultati d’ascolto eccellenti, battendo nientemeno che un film di grande successo come ‘Animali fantastici e dove trovarli’ su Canale 5 e il consolidatissimo ‘Chi l’ha visto?’ di Rai3. Per la precisione, il programma di Renzo Arbore “Guarda… Stupisci” (ispirato al testo della nota canzone ‘Agata’) ha ottenuto 2 milioni 603 mila spettatori e uno share del 14,5%, mentre il primo posto della serata è andato inevitabilmente alla partita Young Boys-Juventus, in onda su Rai1, con il 17.81% di share. Si tratta del secondo valore di share più alto della stagione per la seconda rete pubblica, dopo quel ‘mitico’ Russia-Italia di pallavolo mondiale del 22 settembre scorso.

Non c’è ovviamente nulla di cui stupirsi, visto che Renzo Arbore, a 80 anni circa, è ancora in grado di mettere in piedi serate televisive ‘memorabili’, basate sul più autentico divertimento, che si trasmette inevitabilmente dallo studio ai telespettatori, su una fine goliardia che riesce a rendere formidabili persino una gran quantità di ‘doppi sensi’ in apparenza volgarotti (come è successo in abbondanza mercoledì sera), sulla qualità degli ospiti e delle scelte stilistiche e infine, sempre più, sull’archivio della migliore Rai.
Questa risorsa sembrerebbe ormai sfruttata fino all’osso, dopo tanti programmi basati sulle Teche Rai, ma anche mercoledì sera si è visto quali tesori talora inesplorati siano ancora custoditi negli archivi della Tv pubblica. Renato Carosone, per dire, è stato rivisto tante volte in Tv ma i filmati che sono stati recuperati mercoledì, in cui compariva fra l’altro uno straordinario Gegè Di Giacomo che ‘suonava i bicchieri’ percuotendoli, apparivano (quasi) inediti e sono poi serviti da spunto per l’esibizione di Tullio De Piscopo, che ha cercato di imitare proprio Gegè.

I filmati delle Teche, di norma irresistibili, hanno poi contraddistinto tutta la serata, fornendo lo spunto agli ospiti per le loro esibizioni-revival (Proietti che riproponeva la barzelletta del leone in coppia con Arbore, Banfi che riesumava numeri da avanspettacolo). C’era poi tanta Napoli, visto che della canzone, soprattutto umoristica, napoletana (ma c’erano anche Murolo e Merola, in una variazione semiseria della sceneggiata) si doveva parlare in una sorta di ‘aula magna a mare’ quale lezione per un folto gruppo di studenti. C’era altresì uno straordinario Massimo Troisi e c’erano tantissime altre cose, fino a chicche incredibili (non si sa come ritrovate), come uno sketch a due di vari decenni fa fra Jerry Lewis e Dean Martin. E infine c’erano anche i ‘tormentoni’, un’altra caratteristica fissa dei programmi di Arbore e stavolta erano affidati a battutacce fatte dire a Trump in napoletano con un bambino in braccio e al duo Lillo e Greg che si sciroppavano sorsi di Simpaticol, ovvero una bevanda napoletana magica che rende tutti spassosi e felici (si introducevano così le pause pubblicitarie).

Con Renzo Arbore c’erano Nino Frassica, complice sempre gradito, e la graziosa Andrea Delogu, ormai presente un po’ dappertutto in Tv e Radio, a condurre e coordinare la lezione di cui sopra.
‘Guarda… Stupisci’era uno spettacolo che aveva l’ambizione di “insegnare (ai giovani) divertendo” e la lezione su Napoli, la sua canzone più divertente e i suoi grandi artisti nell’aula universitaria di fantasia intitolata a Totò si ripeterà mercoledì 19 dicembre alle 21.05, sempre su Rai2. Nulla di nuovo, in fondo, visto che questa idea della ‘lezione di divertimento’ per ciò che riguarda lo spettacolo italiano del passato era già stata proposta, con gli stessi Frassica e Delogu, alcuni mesi fa per “Indietro tutta 30 e l’ode”, che riproponeva alla memoria proprio l’incredibile e spassosissimo omonimo varietà Tv di Arbore dei decenni scorsi.
Arbore sottolineava continuamente che lo scopo di questi suoi programmi è quello di raccomandare ai giovani millennials di tenere viva nel tempo la grande cultura del nostro Paese, dalla canzone al teatro, dal cinema alla Televisione. “E quella italiana è (o è stata) – sottolineava Arbore – la più bella Tv del mondo”.

Inutile resistere, il divertimento era autentico e coinvolgente, i ragazzi che assistevano non facevano nessuno sforzo per partecipare, ridere, muoversi e cantare tutti assieme con questi straordinari professori, la serata, andata avanti a lungo, fino a notte inoltrata, poteva in teoria proseguire a oltranza e non si sarebbe smesso mai di guardare e stupirsi.
A un certo punto, per un attimo, è però spuntata una terribile malinconia, quando Lino Banfi, dopo la riproposizione di un filmato d’annata con Franchi e Ingrassia, ha ricordato ‘tre persone che non sono più tra noi’. I primi due erano Franchi e Ingrassia, naturalmente, mentre il terzo “non sono io (nientemeno!) – ha detto Banfi – ma il regista di quel programma Gianni Boncompagni”. E tanti altri, a pensarci bene, che sono stati rivisti o rievocati nella serata di mercoledì, sono purtroppo passati a miglior vita, da Troisi a Riccardo Pazzaglia, da Carosone a Murolo, da Totò a Pino Daniele, da Merola a Nino Ferrer, il cantante franco-italiano che ripropose all’attenzione generale con grande successo, fra le altre cose, proprio ‘Agata’, la canzone che ha ispirato il titolo del programma.

Ecco, allora, il meglio della Tv e dello spettacolo è solo alle nostre spalle? Bisogna rassegnarsi agli archivi per divertirsi davvero? E se per il pubblico più maturo richiamare alla memoria il passato è esercizio semplice e sempre efficace, quegli studenti entusiasti quanto saranno rappresentativi di nuove generazioni che dovrebbero avere (e hanno) ben altri gusti e idoli? E Rai2, che – si diceva qualche tempo fa- deve sperimentare e rivolgersi ai giovani, ora dovrà inevitabilmente (invece) dare uno spazio fisso a un Arbore che appare ancora incontenibile? La risposta a quest’ultima domanda credo proprio sia sì, mentre su tutto il resto restano forse solo tanti, tanti interrogativi. (M.R. per NL)