Tv, RCS non riesce a piazzare Digicast. E quindi la rilancia

Non si sono concluse – per il momento – le operazioni di disimpegno del gruppo multimediale dal settore dei media televisivi. I due possibili acquirenti statunitensi hanno infatti frenato le trattative per i conti societari e per l’incertezza dei contratti in scadenza per la veicolazione dei canali su Sky.

Come ricorderanno i lettori di questo periodico, gli americani della Scripps Networks Interactive avevano messo gli occhi sulle sat tv di Digicast – prodotte da RCS Mediagroup attraverso la società fondata nel 1997 col marchio Multithematiques Italia (programmi che allo stato sono: Lei, Lei+1, Dove, Caccia e Pesca, Caccia e Pesca+6) – già un anno fa, mentre, a inizio 2014, un velato interessamento era stato avanzato dalla Fox International Channel Italy (società nelle mani del colosso 21st Century Fox). Ora, però, sembra che le trattative abbiano subito una battuta di arresto e che l’interesse dei broadcaster a stelle e striscie si sia decisamente raffreddato. L’analisi dei conti e le scadenze a breve termine (2015) dei contratti di trasporto con Sky – con il potenziale rischio di un mancato rinnovo e di una conseguente uscita dalla piattaforma satellitare garante di un’audience consolidata – sarebbero fattori poco incentivanti per i gruppi statunitensi, che avrebbero pertanto deciso di mettere in stand-by il progetto di acquisizione. Così il gruppo di via Rizzoli manterrà, suo malgrado, il presidio televisivo, coltivandolo fin dove possibile affinché non perda smalto e integrandolo (giocoforza) con il resto delle proprie attività, secondo un progetto di valorizzazione e di economia di scala. In tal senso, le contromosse per reggere il periodo di attesa prima dell’alienazione che si prospetta, non si sono fatte attendere. Per esempio, Dove, il canale di viaggi, dallo scorso 22 marzo punta su una nuova grafica, più colorata e moderna, espressione del “piacere del bel vivere” (caratterizzante del canale), modificando il claim in “Dove Lifestyle”, pur non perdendo la propria vocazione originaria. Non si tratta quindi di un vero e proprio cambiamento, bensì di un tentativo di mettere in luce la reale direzione del canale: sebbene infatti le reti Digicast non abbiamo ancora un grande successo di ascolti, potrebbero tuttavia costituire un buon trampolino di lancio per la creazione di una strategia “anti-Real Time”. Del resto, il lifestyle in tv funziona sia in termini di audience, sia per quanto concerne la raccolta pubblicitaria, come dimostrato dalla recente acquisizione da 4 mln di euro – proprio da parte di Scripps Network Interactive – del canale Coming Soon (DTT LCN 49) da Anicaflash per ospitare la versione italiana del concorrente Fine Living Network. Di qui la decisione della società della RCS dedita allo sviluppo e alla gestione dei canali televisivi tematici, di attendere piuttosto che svendere. (V.R. per NL)
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