Web radio, un successo che ha rivoluzionato gli ascolti

I radio ascoltatori nostalgici riceveranno presto una sorpresa: apparecchi stile retro, connessi alla rete wi-fi


Nel 1964 nasceva il “radiolone” Grundig Satellit, il mitico apparecchio radiofonico che accompagnò numerosi navigatori dell’etere attraverso le stazioni radio di tutto il mondo. Divisi in SWL (short wave listeners, trad. “ascoltatori onde corte”) e BCL (broadcasting listeners, trad. “ascoltatori emittenti in radiodiffusioni”), i radio ascoltatori vivevano in balia di questa passione, cercando di captare emittenti, diverse per genere, musica e lingua, in tutto l’arco della giornata, in tutto il mondo. Per questi “afecionados” radiofonici l’avvento di internet è stato un vero e proprio choc, nonostante le nuove tecnologie abbiano permesso, col tempo, di ascoltare online migliaia di stazioni radio sfruttando, semplicemente, un computer connesso ad una rete a banda larga.
Dalla nascita della prima webradio, avvenuta nel 1993 grazie allo statunitense Carl Malamud, le emittenti online sono cresciute in modo esponenziale, diffondendosi e maturando in diverse direzioni: dalla replica completa (symulcasting) di programmi e musica dall’etere, alla radio personalizzabile, come per esempio Last.Fm, che permette di scegliere i propri generi musicali o artisti preferiti e suggerisce poi la ricerca di altro materiale audio simile a quello ascoltato. Internet ha avuto i suoi vantaggi nella radiofonia, tanto da aver favorito anche fenomeni come quelli dei radio drammi: tra i più noti The Archers, forse il più lungo (arrivato a quota 15 mila puntate), trasmesso da uno dei mastodonti della comunicazione mondiale: la piattaforma online di Bbc (bbc.co.uk/radio), che offre canali radiofonici online in diretta o da scaricare on-demand dall’archivio.
Il successo della radio online è stato tanto significativo da aver anche favorito grossi guadagni alle più note case discografiche del mondo che, fiutando l’affare, hanno gradualmente aumentato il valore delle royalties, ovvero del costo del diritto di radiodiffusione dei brani musicali.
Ma le radio online hanno già consolidato il modo per combattere questa ed altre tendenze commerciali, costituendo l’organo associativo Save Net Radio (reperibile al sito savenetradio.org) e organizzando diverse iniziative tra cui l’ultima, intitolata “il Giorno del silenzio” e pianificata per il 26 giugno scorso, dove per 24 ore esatte sono stati trasmessi solo suoni e rumori dell’oceano intervallati da qualche drammatico comunicato.
L’industria crede nella webradio, ma ricorda con piacere anche i vecchi apparecchi dei radio ascoltatori. Il risultato è una novità, prevista per il prossimo ottobre: la vendita di apparecchi simili solo esteticamente ai vecchi Telefunken, ma connessi alla rete wi-fi. (M.M.)

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