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Web e tlc. Continua ed inesorabile smaterializzazione supporti ci rende sempre più dipendenti da connessione. Quasi nulla funziona più senza

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Una volta c’era il cd (e prima ancora il disco), che funzionava anche senza Internet. Oggi c’è lo streaming. Tempo fa avevamo hard disk sempre più capienti, con back-up, contro back-up e contro-contro back-up (figlio, padre, nonno). Ora si va di cloud. La tv e la radio sono sempre meno via etere e sempre più via internet: IP Radio-tv.
Insomma, nei nostri tempi continua, in modo adeguato quanto inesorabile, ad evolvere l’utilizzo della rete. Giustamente tutto o quasi deve essere riversato su Internet: il commercio elettronico, il reperimento di ogni tipo di informazione, il comunicare e lo stare insieme senza vincoli se non quelli del buon vivere in una società civile, l’ascolto di parole, musica e così via in un elenco che potrebbe dilungarsi di molto.

In questa evidente prospettiva si tende a modificare, se non in alcuni casi ad abbandonare quanto apparteneva al passato. Gran parte quindi del tempo (appena) trascorso diventa obsoleto o oggetto di antiquariato; comunque demodé.
Vale per i dischi, i cd, i dvd, gli apparecchi radio, i giradischi; per alcuni anche i libri. Regalare ad un ragazzino dei CD è anacronistico: non tutti hanno il lettore per poterli ascoltare. Anche questo è l’avanzare di Internet: basta uno smartphone e lì c’è tutto l’occorrente per comunicare, leggere, ascoltare e soprattutto navigare “su Internet”. Anche gli archivi societari cartacei stanno, neanche troppo lentamente, tramontando in favore di una migrazione sul “Cloud” sempre però nel rispetto delle leggi civilistiche riguardanti la conservazione dei documenti (una volta scritti su carta ed ora in digitale). “Prima di stampare pensa a………” è l’econsensibilizzazione sulle e- mail che si ricevono.

Ci sono diversi vincoli però che sono inevitabilmente collegati all’uso di Internet fra i quali primario quello riguardante la connettività. Senza connettività, tutto quanto brevemente scritto fino ad ora creerebbe dei problemi. Allora ripensando alla corsa di tutto ad Internet non bisogna scordare il fondamentale ruolo dei fornitori di tale servizio: bisogna confidare nella loro professionalità e velocità, altrimenti il fruitore va in profonda crisi.
Bisogna allora abituarsi a convivere con le lunghe attese telefoniche per contattare i call center di questi fornitori, della capacità dei fruitori che “hanno perso la connessione” di spiegare i problemi tecnici, nella abilità e preparazione di chi sta all’altro capo del telefono e svolge un compito fondamentale per ristabilire l’operatività delle connessioni. Poi ci sono i problemi degli interventi tecnici sui modem o altro. In sostanza il “bello e l’utile di Internet” molto spesso si infrange su questioni che quando capitano aprono dei veri e propri problemi di isolamento.

Anche economicamente va valutato l’impatto della connettività, non solo per il costo, che spesso è legato a eventi occasionali come le “offerte”, ma anche alle possibilità economiche del fruitore che, in modo più o meno limitato, dipende molto dal modo economico con il quale il fornitore di connettività percepisce la propria importanza magari, si spera, affievolita anche dalla funzione sociale che svolge.
Si può quindi concludere che l’importanza strategica della continua applicazione di Internet deve assolutamente appoggiarsi alla disponibilità dei fornitori di connettività a svolgere in modo adeguato e continuativamente all’avanguardia un servizio proiettato nel presente, ma soprattutto nel futuro della società civile. (G.T. per NL)