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Web & editoria. Accordo Facebook-Apple su paywall. Da marzo anche utenti iOs pagheranno dopo aver letto primi 5 articoli gratis

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Nuovo passo avanti di Facebook verso le testate giornalistiche: dopo le polemiche sollevate dagli editori, primo fra tutti Rupert Murdoch, relativamente all’uso e, spesso, all’abuso di articoli e news provenienti da siti terzi, anche i dispositivi iOs di Apple offriranno agli editori la possibilità di avere il proprio paywall, a partire dal primo marzo. Questo servizio è già attivo sui telefonini Android dallo scorso ottobre. La funzione “paywall” costituisce un grande vantaggio per gli editori, consentendo loro di offrire agli utenti gli abbonamenti alle proprie testate dal momento in cui è superato il limite massimo degli articoli gratuiti letti.

E’ stata Campbell Brown, responsabile per Facebook delle partnership con i giornali, nonché ex giornalista di Nbc e Cnn, a dare l’annuncio ufficiale dell’accordo, nel corso di una delle conferenze del sito Recode. Il giornale online Today.it ha riportato parte delle sue dichiarazioni: “Stiamo lavorando su prodotti in abbonamento. Il paywall non vieta l’accesso a tutti i contenuti: ne fornisce alcuni gratis (cinque in questo caso) in un determinato lasso di tempo. Superata questa soglia, l’utente deve pagare per leggere”.

Tale strumento si riferirà, principalmente, agli Instant articles, gli articoli che sono resi disponibili dalle singole testate al social network e che gli iscritti leggono direttamente, senza essere dirottati sul sito del giornale: gli stessi articoli, infatti, risiedono nei server di Facebook. Si tratta, quindi, di un servizio di metered paywall, che prevede l’accesso ad un numero limitato di pagine (massimo cinque), superato il quale si attiva la richiesta di un pagamento per continuare a fruire delle news. Una forma di collegamento simile agli Instant articles è quella dell’in-app browsing, in funzione della quale i link alle notizie aprono le pagine dei siti dei giornali direttamente nel browser interno.

Di certo, l’inserimento del paywall anche su iPhone e iPad costituisce un obiettivo molto importante per gli editori: la spesa media degli utenti di tali piattaforme per app e contenuti, infatti, risulta essere di gran lunga superiore rispetto a quella relativa all’utenza Android. L’accordo giunge al termine di una querelle tra Facebook ed Apple incentrata sulla quota sulle vendite all’interno delle app trattenuta da Apple, che ammonta ad una percentuale spesso vicina al 30%. A questa gestione si era fermamente opposto Mark Zuckerberg, sostenendo che, così come il suo Facebook non avrebbe trattenuto alcuna quota, lo stesso avrebbero dovuto fare i gestori degli store, Google e Apple. Se il primo si era adeguato a tale richiesta, lo stesso non aveva fatto Apple e proprio da questa opposizione era derivato il mancato lancio del paywall su iPhone. La stasi delle trattative è stata sbloccata stabilendo la vendita dell’abbonamento direttamente dal sito dell’editore, a cui si è rimandati dopo la lettura dell’ultimo articolo gratuito, senza passare dall’acquisto in app.app - Web & editoria. Accordo Facebook-Apple su paywall. Da marzo anche utenti iOs pagheranno dopo aver letto primi 5 articoli gratisIn generale, risulta ormai evidente che la mole degli accessi da mobile supera di molto quella tramite pc e, secondo quanto riportato dal quotidiano Italia Oggi, l’88% del tempo di connessione è impiegato sulle principali applicazioni: Whatsapp, Facebook, YouTube, Instagram, Google Search. Da ciò emerge l’importanza della regolamentazione degli accessi ai contenuti informativi richiamati da queste stesse app, così come il volume di interessi in gioco. Tra le testate maggiormente coinvolte dall’introduzione del paywall, Italia Oggi, riportando i dati comScore, cita Repubblica, primo sito italiano di news, che arriva a contare sui social fino a 19,5 milioni di utenti mensili; Il Corriere della Sera, con 17,6 milioni di utenti; City-news e Fanpage con, rispettivamente, 15,3 milioni e 12,15 milioni di lettori mensili.
Una realtà, dunque, che non può più essere ignorata e che merita una specifica attenzione e regolamentazione, per contemperare gli interessi di tutti i soggetti coinvolti. (A.C. per NL)