Ancora polemica intorno al video sui presunti preti pedofili

Il CdA si spacca a riguardo, contrari i consiglieri della Cdl. Bretoni: il filmato sia trasmesso, ma si dica che è falso


Claudio Cappon ha detto sì. Il d.g. della Rai ha dato il suo assenso ufficiale alla messa in onda dell’ormai celebre video “Sex crimes and Vatican”, sui presunti casi di pedofilia all’interno del mondo clericale. Ma la bagarre intorno all’opportunità o meno che il video (con relativa puntata dedicata) venga trasmesso non accenna a placarsi. Il CdA dell’azienda, infatti, si è letteralmente spaccato (come avviene, oramai, su qualsiasi argomento) tra favorevoli e contrari. Tra i primi figurano gli esponenti del centro-sinistra, con Sandro Curzi tra i più accesi sostenitori, mentre tra i favorevoli alla censura preventiva figurerebbero i rappresentanti del centro-destra, guidati da un Marco Staderini che dichiara di “non fidarsi di Santoro” e teme che gli interventi di Travaglio e le vignette di Vauro possano risultare oltraggiose nei confronti dell’intoccabile Vaticano. Non c’è pace, quindi, per Michele Santoro, il quale, però, alla domanda se fosse disposto ad invitare in studio anche esponenti del clero, ha risposto: “sarà un piacere ospitarli”. Dall’altra parte (televisivamente parlando), intanto, Berlusconi replica con decisione alle affermazioni di Enrico Mentana, che aveva provocatoriamente asserito che, in caso di censura da parte della Rai, lui sarebbe stato più che disposto a dedicare una puntata di matrix al famoso video. Ed invece no, Berlusconi ha posto il proprio veto – qualcuno dice in virtù dei suoi rapporti con la Curia – : “Mediaset non ha alcuna intenzione di acquisire il filmato. Dalle informazioni che ho è stato molto criticato anche in Inghilterra e più che informazione è disinformazione”. Nel frattempo, in un intervento direttamente dagli uffici vaticani, il nuovo segretario della Cei, Giuseppe Betori (foto), lancia un monito sul filmato incriminato: il video venga trasmesso, “ma vorremmo che ci fosse una chiara presa di distanza da tutte le falsità che contiene”. Come dire, censurare no, ma controllare l’informazione sì. Nel frattempo, spuntano un’infinità di casi in tutto il mondo di cause intentate, e in diversi case vinte, contro la Chiesa, da parte di vittime, o presunte tali, di abusi sessuali da parte di preti. Negli Stati Uniti i risarcimenti alle vittime da parte di molte diocesi avrebbero portato alla bancarotta di alcune di esse. Solo a Boston, ad esempio, sarebbe stata pagata la cifra record di 85 milioni di dollari per risarcire le 540 vittime, con relativa ipoteca sulla cattedrale di Santa Croce. Ma anche in Italia ci sarebbe stato un caso analogo: un seminarista, in Sicilia, sarebbe stato lautamente risarcito per gli abusi sessuali subiti da un prete, mentre frequentava il seminario. La cifra, dicono, sarebbe superiore ai 50mila euro, anche se l’esatta entità non si conosce, a causa di una clausola di riservatezza presente nell’accordo tra le parti. (Giuseppe Colucci per NL)

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