Audio. Processo sonoro: Frank Foti, ideatore di Omnia torna su NL. Da Z-100 all’audio multipiattaforma

Frank Foti, Omnia, Telos

Frank Foti (Telos): gli Stati Uniti hanno influenzato il mondo del sound processing per il broadcast. Ricordo che durante il mio periodo a Z-100 (WHTZ-FM), le emittenti internazionali visitavano costantemente la nostra stazione. Una delle loro principali domande riguardava proprio l’audio processing.
La maggior parte delle stazioni in tutto il mondo va nella direzione del processo multibanda perché offre un giusto bilanciamento durante la giornata per quasi tutti i contenuti dei programmi.
La quantità di elaborazione audio applicata a un segnale digitale non serve a migliorare la ricezione come per la FM, quanto a esigenze di formato, totalmente sganciati da problematiche di ricezione.
Il motivo per cui serve fornire l’appropriato processo sonoro per ogni piattaforma è che ognuna di esse ha requisiti tecnici diversi come la preenfasi (50µs) per l’FM e codec per DAB/IP. Questi due fattori da soli richiedono che il limiter finale in un processore audio sia progettato specificamente per tali funzioni.

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Frank Foti torna su NL

Torniamo, a distanza di oltre tre anni, a parlare con Frank Foti, padre del celebre processore audio Omnia, prodotto dalla Telos Alliance. Frank ha deciso di regalare a NL ancora una volta delle informazioni inedite sul passato, presente e futuro dell’elaborazione sonora. In particolare radiofonica.

Suono flat o quasi o sfruttamento intensivo dello spettrogramma?

(Newslinet) – A distanza di oltre 50 anni dalla nascita del processo sonoro radiofonico, per come lo conosciamo, non si placa la diatriba tra i sostenitori del suono flat (al più corretto con clipper ed AGC) e quelli dello sfruttamento intensivo dello spettrogramma.
(Frank Foti) – C’è una enorme differenza tra i due metodi di processo del suono che descrivi. Il primo, con AGC e clipper, produce un audio molto vicino allo spettro sonoro del contenuto originale.
L’elaborazione multibanda crea invece uno spettro audio pensato per produrre un equilibrio coerente e costante tra i suoni. La maggior parte delle emittenti in tutto il mondo va nella direzione del processo multibanda perché offre un giusto bilanciamento durante la giornata per quasi tutti i contenuti dei programmi (contribuendo a definire la personalità sonora della stazione secondo il suo formato, ndr). Inoltre questo è di aiuto anche con il volume percepito del programma.

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60% del mercato italiano delle grandi stazioni

(NL) – In Italia negli ultimi 4 anni il vostro prodotto principale, Omnia, è cresciuto  da una presenza minoritaria a quasi il 60% del mercato nazionale e superstation. Questo cambiamento è dovuto al cambio di tecnologie, dell’ascolto o altro?
(Frank Foti) – Penso che la nostra crescita e il nostro successo siano avvenuti grazie ad alcuni motivi chiave. Uno è stato il nostro continuo sviluppo del prodotto. Inoltre, siamo stati in grado di lavorare con alcune persone straordinarie che comprendono veramente cosa sia il processo sonoro e la sanno lunga circa  le capacità dei processori Omnia. Max Pandini (Telos Audio Specialist per l’emisfero est mondiale, quindi Italia inclusa, ndr) ne è un ottimo esempio; ma anche i nostri rappresentanti italiani di Funky Junk. La comunicazione e l’educazione su come elaborare il suono giocano un ruolo importante.

La quantità di elaborazione audio applicata a un segnale digitale non serve a migliorare la ricezione, quanto ad esigenze di formato

(NL) – In Italia il processo audio estremo è stato sempre importante in epoca analogica per contrastare interferenze tra segnali FM troppo vicini. Un retaggio che spinge alcuni ad applicarlo anche in ambiente digitale, dove non ve ne è alcuna necessità (sotto questo profilo). E’ un errore?
(Frank Foti) – La trasmissione digitale non è interessata dagli stessi problemi di segnale delle trasmissioni analogiche. Finché i dati sono ricevuti correttamente, è possibile ascoltare l’audio senza interferenze. Quindi la quantità di elaborazione audio applicata a un segnale digitale non serve a migliorare la ricezione; invece a questo punto è possibile pianificare il processo audio in base ad esigenze di formato, totalmente sganciati da problematiche di ricezione e focalizzati sulle esigenze editoriali.

Loudness e qualità coniugati

Come sappiamo si apriranno poi considerazioni circa loudness e qualità in base a come viene impostato il processo, ma so che oggi è possibile creare un segnale audio trasmesso che possieda sia qualità che loudness. È possibile.

Piattaforme sotto processo

(NL) – FM, DAB, IP: c’è chi dice che occorrerebbero tre distinti processi sonori per realizzare un contenuto quanto più possibile omogeneo, di modo che l’ascoltatore non senta la differenza passando da una all’altra piattaforma e chi sostiene che è un esercizio inutile in quanto la banda passante tra FM e digitale è comunque differente e pertanto sarebbe impossibile realizzare ciò.
L’ascoltatore radiofonico medio non ha l’orecchio allenato per discriminare se una trasmissione è FM, DAB o IP (a patto che l’IP utilizzi una buona larghezza di banda).
Detto questo, è possibile creare un processo audio che incontri le esigenze di quelle piattaforme e che fornisca un processo adeguato a ognuna di esse.

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Da sinistra verso destra: Alberto Hazan, Frank Foti, Max Pandini

A ognuna il suo

Il motivo per cui serve fornire l’appropriato processo sonoro per ogni piattaforma è che ognuna di esse ha requisiti tecnici diversi come la preenfasi (50µs) per l’FM e codec per DAB/IP. Questi due fattori da soli richiedono che il limiter finale in un processore audio sia progettato specificamente per tali funzioni.

All’Italia il primato della cucina, agli USA quelli del processamento audio

(NL) – Il processo sonoro è diverso nel mondo o più o meno tutti si ispirano a modelli base USA? Insomma, come la cucina italiana fa scuola, l’audio design statunitense è il manuale di riferimento…
(Frank Foti) – Bene, intanto è assodato che la cucina italiana è la migliore del mondo! Sembra invece che gli Stati Uniti abbiano influenzato il mondo del sound processing per il broadcast. Ricordo che durante il mio periodo a Z-100 (WHTZ-FM), le emittenti internazionali visitavano costantemente la nostra stazione. Una delle loro maggiori domande riguardava proprio il nostro audio processing.

Tante emittenti vogliono le scatole nei rack, non solo i software in un pc

(NL) – Con pc sempre più performanti ha ancora senso avere hardware dedicati per un processore audio?
Dipende dall’infrastruttura. Oggi c’è una tendenza al processo audio basata su container/cloud. Tuttavia, ci saranno sempre alcune emittenti che si sentiranno più a loro agio con una “scatola” installata in un rack. Anche se quella scatola contiene una qualche forma di computer che esegue il software per creare il processo audio. Alla fine della giornata, è sempre un software.

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Il podcast non è la radio ed esige un suo processo sonoro

(NL) – Con l’esplosione del podcast si è aperta una nuova frontiera del processo audio. Che tipo di approccio occorre avere?(Frank Foti) – Bene, i podcast sono un’altra forma di trasmissione e, come sappiamo, ogni forma di trasmissione deve essere processata. Sulla base della domanda, un buon approccio sarebbe quello di utilizzare un processo che offra un suono importante e completo per la voce, oltre a un buon gating per controllare il rumore della stanza, oltre a rendere omogeneo il prodotto per tutti i contributi audio.

Ora abbiamo strumenti e algoritmo che consentiranno ai processori maggiore qualità, volume e minore distorsione

(NL) – Come con la CPU dei pc è cessata la crescita continua degli anni 90 e prima 2000, anche coi processori siamo arrivati al limite dello sviluppo o si può andare ancora oltre?
(Frank Foti) – Questa domanda mi viene fatta spesso. È meglio dire che l’elaborazione continuerà ad evolversi. C’è sempre qualcosa da imparare, e ora abbiamo gli  strumenti e l’algoritmo che consentiranno ai processori di ottenere maggiore qualità, volume e ridurre i fastidi dell’audio, come la distorsione.

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Mastering da studio

(NL) – Stai lavorando da tempo anche al processo audio per il mastering da studio…
(Frank Foti) – Il processing per il mastering è quasi lo stesso del processing per la trasmissione. C’è un limite assoluto al segnale di picco e probabilmente sappiamo di più su come provvedere con precisione dal controllo del picco, con una distorsione minima, rispetto alla maggior parte degli sviluppatori di mastering. Anche se la  iper-compressione è stata ridotta, so che ci sono artisti, produttori e ingegneri che comunque desiderano avere il segnale più robusto possibile.
Negli ultimi anni, ho sviluppato nuovi algoritmi per il peak limiting, per l’ascolto cuffie 3D e un eccitante algoritmo che fa un UpMixing dell’audio stereo portandolo a un discreto 5.1 surround.

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L’esperienza a Z-100

(NL) – Sei stato l’ingegnere del suono di Z100, una stazione radio epica per chi fa radio e per il suo suono in tutto il mondo: racconteresti ai lettori di NL qualche aneddoto?
(Frank Foti) – Sì, ero l’ingegnere capo di Z-100 e la persona che ha costruito la radio.  È stata un’esperienza incredibile Come saprete è stato recentemente pubblicato un grande documentario su Z-100; si chiama “From Worst To First, the True Story of Z-100“.

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La competizione con WPLJ-FM

Probabilmente le migliori storie dietro le quinte sono quelle tra Z-100 e i nostri competitor, WPLJ-FM. 
Entrambe le stazioni hanno gareggiato molto duramente l’una contro l’altra, anche nella tecnica e nel processing.

Larry Burger

Il direttore dei programmi di WPLJ, Larry Burger, ha sempre pensato che Z-100 operasse illegalmente, poiché suonavamo molto più potenti di loro. Mi ha persino chiamato e mi avrebbe accusato di questa attività.

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Scott Shannon

Concorrente imbarazzato

Essendo io stesso una persona competitiva, ho accolto con favore le sue chiamate e ho trovato il modo di metterlo in imbarazzo con informazioni che lui non avrebbe voluto che il pubblico conoscesse.

Z-100 non era solo una radio, ma uno stile di vita

È stato abbastanza divertente per me! Lasciatemi dire questo, Z-100 non era solo un’incredibile stazione radio, ma un grande stile di vita. Tutti noi abbiamo lavorato molto duramente insieme, con un obiettivo in mente…

Scott Shannon il più grande broadcaster con cui abbia mai lavorato

Eravamo i migliori. Scott Shannon è probabilmente il più grande broadcaster con cui abbia mai lavorato e sono molto fortunato a conoscerlo. Ogni volta che venivano pubblicati i risultati della classifica di ascolto ed eravamo i ​​numero uno, ci sentivamo come l’Italia quando vince la Coppa del Mondo! (E.G. per NL)

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