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Bombardamento di informazioni. Uno studio dimostra che i millennials ne sono perlopiù immuni

Millennials

Evoluzione della specie: i Millennials sono immuni dall’angoscia da bombardamento di informazioni eterogenee che affligge e crea vere e proprie patologie tra gli adulti.
Tutti ormai siamo bombardati da informazioni di varia natura e distrazioni che provengono da e-mail, social media, app di instant messaging e una pletora di altre fonti digitali. Turbative che rendono per la maggior parte degli adulti davvero difficile restare concentrati sul posto di lavoro o sullo studio quotidiano.

Concentrati sul lavoro anche in funzione multitasking

Assodato che i millennials si trovano certamente più a proprio agio con le nuove tecnologie rispetto agli over 30, ci si è però chiesti se questo vale anche quando i giovani entrano nel mondo di lavoro.

Ebbene, grazie ad alcuni ricercatori della Florida Atlantic University, si è avuta la conferma che i ragazzi sono in grado di distribuire uniformemente la propria attenzione senza subire cali di produttività. In altri termini: hanno sviluppato degli anticorpi verso il bombardamento da informazioni.
Il team di ricerca ha organizzato 177 millennials (dai 18 anni in su) in tre gruppi diversi: uno che avrebbe ricevuto interferenze dovute alle nuove tecnologie; uno privo di disturbi ed un terzo di controllo. Tutti si sarebbero trovati ad operare all’interno di un ambiente di lavoro perfettamente riprodotto.

I risultati, pubblicati sulla rivista ‎‎Applied Neuropsychology Adult‎‎, hanno dimostrato che non c’è stata alcuna perdita di prestazioni dovuta a distrazioni, almeno tra i membri delle generazioni più giovani.

Evoluzione della specie

La ricerca ha dimostrato infatti che non vi è stata alcuna difficoltà o perdita di prestazione dal passare da una tecnologia all’altra per il gruppo che ha ricevuto le interferenze rispetto al gruppo di ‎‎controllo‎‎ o a quello che non ne ha ricevute affatto. Anzi, inaspettatamente, l’unica flessione nelle prestazioni si è verificata proprio in quest’ultimo. Quasi a dimostrare che sono tranquillità e silenzio a creare angoscia.
I ricercatori inoltre non hanno riscontrato alti livelli di ansia durante le attività proposte e non hanno notato evidenti differenze tra i tre gruppi.

‎Monica Rosselli, docente di psicologia presso il Charles E. Schmidt College of Science della FAU e membro del FAU Brain Institute (I-BRAIN), uno dei quattro pilastri della ricerca dell’Università, ha spiegato: “Sembra che la Net Generation resti produttiva nonostante debba rifocalizzare costantemente la propria attenzione e sia anzi più efficiente nel farlo, perché le nuove tecnologie sono parte della loro vita quotidiana”.

Ci adattiamo alla tecnologie e non viceversa

Deven M. Christopher, co-autore dello studio ha affermato: ”Il modo in cui ci adattiamo alla tecnologia e la sfruttiamo a nostro vantaggio decidendo quali informazioni siano rilevanti in un determinato momento, ha implicazioni sostanziali sulla nostra capacità di rimanere utili e produttivi nei nostri rispettivi settori di lavoro e di istruzione. I risultati del nostro studio possono fornire una base per ulteriori ricerche, soprattutto perché le generazioni più giovani si stanno continuando a sviluppare in un mondo più connesso rispetto a quelle precedenti”. ‎(E.L. per NL)