Digitale terrestre, Paolo Romani: col dividendo basta contestazioni europee e via il rischio del duopolio nel digitale

"Bisogna pensare a costituire questa societa’ per le nuove reti. E qui deve essere chiaro che non si tratta di scorporare la rete Telecom Italia". In un’intervista ad Affari e Finanza, supplemento economico settimanale della Repubblica, il vice ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, torna a parlare di societa’ della rete.

"La sostanza e’ questa: ogni volta che qualcuno vorra’ portare una fibra ottica in un quartiere, in un distretto industriale, il soggetto che lo fara’ sara’ una societa’ partecipata da tutti gli operatori, che poi potranno utilizzare l’infrastruttura per offrire i loro servizi. Lo stesso puo’ accadere quando Telecom Italia dovra’ intervenire su pezzi della sua rete in rame da sostituire: sarebbe sciocco rimetterci del rame e la fibra va messa in questo modo. Ma ne stiamo parlando". Romani affronta poi il nodo delle riassetto delle frequenze. Le gare competitive per assegnare le frequenze agli operatori telefonici "le faremo anche noi. E le faremo entro il 2012. Adesso non potevamo, perche’ la priorita’ e’ risolvere il problema della procedura di infrazione di Bruxelles". Per assegnare il dividendo digitale, l’Italia ha scelto la strada di una gara senza rialzi, alla quale potranno partecipare soltanto le emittenti televisive e dalla quale saranno escluse le compagnie telefoniche mobili. "Questa fase, che si chiudera’ con il beauty contest – spiega Romani – serve a risolvere le contestazioni europee a sanare il rischio di portare il duopolio nel digitale. Per questo si limita solo alle tv: perche’ serve a far entrare nuovi soggetti sul mercato".
 
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