Il re è nudo: l’IP Radio non è per tutti?

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Nell’ultimo anno, forse negli ultimi mesi, sono cambiate molte cose nel mondo delle web radio. A partire dalla denominazione della categoria.

Dilettanti e professionisti

Web radio sa di approssimativo, dilettantistico. Tanto che gli addetti ai lavori preferiscono distinguere le web radio (con cui genericamente si intendono le radio amatoriali, sicuramente senza scopo di lucro, ma in qualche caso anche senza progettualità) dalle IP Radio o radio digitali (con cui vengono convenzionalmente definiti prodotti strutturati e tendenzialmente  commerciali).

Attenzione digitale

Complice lo sviluppo dell’ascolto in streaming, alcuni progetti organizzati e qualificati hanno finalmente attirato l’attenzione delle compagnie di digital transformation, che hanno deciso di inserirli nell’offerta di digital audio (la pubblicità digitale).

Offerte integrative

Ma anche i grandi player hanno valutato improcrastinabile presidiare con maggiore determinazione il segmento con prodotti integrativi della propria offerta mainstream. Allo stesso tempo, noti operatori non radiofonici (o non più radiofonici) hanno dato avvio a nuove iniziative editoriali esclusivamente digitali.

m.c.d.

Il minimo comun denominatore di questi progetti è: progettazione, competenza, investimenti.

Libera radio in libero stato

Più o meno quello che era accaduto con l’FM, dopo che all’euforia della “libera radio in libero stato” la selezione naturale aveva fatto seguire un mercato ristretto, sempre più selettivo ed esigente.

Il web è aperto a tutti, ma risponde economicamente a pochi

Come per l’editoria online, il mito del “web è per tutti” sta mostrando la sua sostanziale falsità. Al web tutti i radiofonici possono accedere. Ma pochi vi possono trovare sostentamento.

Sempre più oneri per pochi onori

E’ possibile che di qui a non molto gestire una IP Radio presupponga adempimenti che andranno oltre il già doveroso ed oneroso obbligo di pagamento dei diritti di sfruttamento delle opere musicali tutelate e di iscrizione di una testata giornalistica ove venga diffusa informazione (obbligo peraltro non rispettato da moltissime web radio).

R.O.C. & roll

E’ infatti altamente probabile che presto  tutti i prodotti editoriali del web contraddistinti da continuità vengano sottoposti ad obblighi di registrazione e rendicontazione presso il Registro Operatori Comunicazioni (R.O.C.) istituito dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (quelli che sviluppano un fatturato superiore ai 100.000 euro già sono obbligati a farlo).

Senza regole non si cresce

D’altra parte, secondo gli analisti, l’introduzione di regole costituisce un elemento imprescindibile per la crescita del mercato. Secondo il grande sociologo Durkheim, il produttore non può più abbracciare il mercato a colpo d’occhio, e nemmeno nel pensiero. Egli non può più vedere i suoi limiti, dal momento che è, per così dire, senza limiti. Di conseguenza, la produzione diventa sfrenata e non regolamentata. E, come tale, scarsamente remunerativa.

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