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IP Tv. Apple a un bivio: se non s’ha da fare il matrimonio con Netflix, si concorre contro. Intanto i conti della grande N non convincono investitori

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concorrenza

Ad accentuare la concorrenza nel mercato dello streaming video on demand, secondo indiscrezioni provenienti dalla stampa americana, potrebbe essere il lancio da parte di Apple di un proprio servizio SVOD ad aprile di quest’anno. Non pare infatti che il suggerimento di JP Morgan di convolare ad un matrimonio d’interesse per dare alla luce un super servizio di streaming on demand universale sarà accolto da Apple e Netflix.
Non sono ancora stati resi noti, ovviamente, i costi del deal di Apple, anche perché l’azienda punta solitamente su un prodotto di qualità, sapendo che i suoi consumatori sono più attratti da quella che da tutto il resto. Si sa, però, che la casa di produzione A24 e l’Oprah Winfrey Network saranno i primi partner per la fornitura di contenuti.
Tuttavia l’aspetto da prendere maggiormente in considerazione di questa vicenda è che, se il nuovo servizio di streaming video dovesse essere presentato ad aprile, questo potrebbe fare il suo esordio in concomitanza con la presentazione della nuova piattaforma targata Disney.

Investimento rischioso da parte di Apple, considerando che nel 2018, per la prima volta nella sua storia, le vendite degli IPhone sono calate proprio nel trimestre del periodo natalizio e l’azienda ha subito un calo dei ricavi complessivamente del 4,5%.
Con Disney ed Apple in questo nuovo mercato, potrebbe cessare il dominio indiscusso di Netflix?
Neanche il servizio on demand del fondatore Reed Hastings naviga in buone acque, a livello finanziario: le azioni della piattaforma, nel 2018, sono calate del 36%. Nonostante la crescita degli abbonamenti, che tocca quota 146,6 mln di utenti mondiali, non si ferma l’incremento dei costi per la produzione di contenuti, che resta sempre vicino ai 10 mld di dollari all’anno.

Per questi motivi, gli investitori non mandano segnali positivi a Netflix e pretendono che l’OTT dimostri la sua capacità di rendere fruttuoso questo business che, secondo gli analisti, può funzionare soltanto se da adesso in poi la crescita dei ricavi degli abbonamenti sarà almeno pari o superiore all’aumento dei costi, soprattutto da aprile, quando la concorrenza con Apple e Disney potrebbe farsi spietata.
Soprattutto dal momento che, secondo il report TiVo sui video trend degli ultimi tre mesi del 2018, il 70% degli americani usa servizi streaming on demand contro il 30% di fruitori della TV via cavo. Inoltre, per il 41,1% degli intervistati, Netflix non costituisce più soltanto un’offerta complementare alla televisione tradizionale, bensì, la scelta primaria. (D.D. per NL)