Le voci (poi confermate) delle dimissioni di Berlusconi trascinano giù il titolo di Mediaset. Mercato ritiene che azienda soffrirà assenza azionista al governo. Intanto utile nove mesi e ricavi pubblicità frenano

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L’incertezza sul governo ha pesato su Mediaset. Il titolo del gruppo televisivo ha perso ieri in Borsa quasi il 3% (-2,94%) muovendosi controcorrente rispetto al resto del listino (cresciuto dello 0,74%), che è tornato a scommettere sulle dimissioni di Silvio Berlusconi, alla luce del voto alla Camera, dimissioni annunciate poi in serata.

Più dei conti diffusi a seduta chiusa e che indicano un utile netto sceso nei nove mesi del 13,4% a 166,6 milioni e ricavi stabili (-0,17%) a 3.040 milioni, ha pesato l’idea che Mediaset, senza più Berlusconi premier, non potrà godere del clima favorevole legato all’incarico del suo azionista di riferimento. Un discorso che vale anche per le altre società della galassia che fanno capo al presidente del Consiglio: Mediolanum ha ceduto l’1,61% e Mondadori ha terminato sulla parità (+0,14%). Da notare che Mediaset viene da un periodo difficile in Piazza Affari: nella scorsa settimana ha perso l’8%, contro un calo del 6% dell’indice generale della Borsa milanese e soprattutto la perdita molto lieve (-1%) dell’indice dei maggiori mediaset20antenna20con20loghi20reti 1 - Le voci (poi confermate) delle dimissioni di Berlusconi trascinano giù il titolo di Mediaset. Mercato ritiene che azienda soffrirà assenza azionista al governo. Intanto utile nove mesi e ricavi pubblicità frenanotitoli europei. La partita è aperta poi sul futuro assetto di controllo dell’impero del capo del governo. Su questo fronte, anche per disinnescare la mina legata alla causa separazione da Veronica Lario, il premier ha provato a cambiare la legittima con una norma ad hoc nell’ultimo decreto di stabilità, così da avere le mani libere sulle spartizione delle quote in famiglia rispetto alle regole attuali che favorirebbero i figli di secondo letto. Fininvest, la holding che ha in mano il 39% di Mediaset, oltre al 50% di Mondadori, al 36% di Mediolanum e al 100% del Milan, fa capo per il 63% a Silvio Berlusconi. I figli del primo matrimonio, Marina (è anche presidente Mondadori) e Piersilvio (vice presidente Mediaset) hanno una quota del 7,65% (15,3% in totale) a testa, mentre Barbara (consigliere del Milan), Eleonora e Luigi (consigliere di Mediolanum) detengono il 21,4%. E gli affari non vanno benissimo, con una previsione di raccolta pubblicitaria per Mediaset in calo del 3% a fine anno, anche se i dividendi per ora non si toccano, spiega agli analisti Marco Giordani, direttore finanziario del Biscione. Qualcosa si muove invece su Endemol, con forti debiti e partecipata da Mediaset. «Siamo contenti di quanto leggiamo sui giornali (cioè di offerte come quelle dall’americana Time Warner, Ndr.), ma siamo in grado di fare un’offerta anche se vogliamo mettere più soldi solo se c’è una chiara strategia, vedremo», conclude Giordani. (fonte ANSA)
 
 
 
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