L’informazione sostenibile sul web: è nato Etica News

In Italia, chi più chi meno, chi davvero e chi solo perché è di moda, siamo tutti un po’ indignati e incazzati. I politici e i loro salari e privilegi, la finanza che ci porta in recessione, l’Europa che non c’aiuta, e poi gli evasori e gli appartenenti a questa o quella casta.
Di personaggi con cui indignarsi ne abbiamo in abbondanza. E se è vero che nei momenti di crisi spesso nascono le idee migliori, vogliamo sperare che l’arte d’arrangiarsi tipica del nostro popolo si trasformi, nell’era delle proteste 2.0, in rabbia positiva e propositiva. Un progetto editoriale nato lo scorso anno, sull’onda del malcontento generale, è Etica News, un sito web d’informazione, un po’ rudimentale e più simile a un blog che a un portale informativo, molto aggiornato e con l’obiettivo di offrire informazione indipendente al popolo degli indignati e di creare un network e un benchmark di e per persone interessate a un cambiamento, appunto, etico in campo economico, politico e finanziario. Il sito non ha pubblicità né sponsor politici ma è finanziato da una fondazione, Etica, appunto, che promuove progetti di diversa natura con l’obiettivo di promuovere soluzioni etiche – a-ri-daje – ai mali del nostro paese, fungendo da strumento di politica pubblica. Uno dei punti fermi della fondazione e della sua iniziativa editoriale Etica News è quello di essere entrambe totalmente scevre da influenze politiche e finanziamenti pubblici, oltre che da ogni genere di potenziale pressione da parte di sponsor. La fondazione, apolitica, che ha dovuto aderire a uno statuto che tutela l’autonomia della redazione, è presieduta dal professor Gregorio Gitti, docente di Diritto Privato all’Università degli Studi di Milano che, tra le altre cariche ricoperte, è stato fondatore e presidente dell’Associazione Nazionale per il Partito Democratico, perciò non proprio una personalità apolitica.  Direttore di Etica News è invece il giornalista finanziario Luca Testoni, autore di un saggio sui segreti e le incoerenze del mondo della moda made in Italy, coadiuvato da Marco Ratti, collaboratore de L’Espresso e il Sole 24 Ore, vincitore nel 2008 del premio giornalistico Gavinelli per un’inchiesta sugli affitti in nero di locali appartenenti agli ospedali milanesi e tra i firmatari, nel 2008, di una petizione che voleva il pagamento degli stagisti nelle redazioni giornalistiche. Il progetto di Etica News è partito da circa sette mesi ma solo ultimamente ha iniziato a ricevere un po’ di copertura mediatica, grazie a un articolo pubblicato sul Corriere.it e a un resoconto della sua attività divulgato dal sito di Franco Abruzzo. La particolarità del progetto, dall’indiscusso valore morale, è quella di non ricevere alcun genere di finanziamento, neanche pubblicitario, rappresentando perciò un modello di business totalmente alternativo alle leggi del mercato. La fondazione Etica si occupa delle spese. Dove, però, questa trovi le risorse per farlo resta un mistero. Sul suo sito è scritto che il soggetto giuridico scelto “deve disporre di risorse patrimoniali e finanziarie, che le consentono di perseguire i propri obiettivi in autonomia giuridica dai soggetti finanziatori”. “Il patrimonio iniziale – dicono ancora – è costituito da un primo nucleo di persone che credono negli scopi della Fondazione, al punto tale da investirci in prima persona, in modo chiaro e trasparente”. Il futuro di Etica sembra, quindi, in mano a un gruppo di mecenati che credono in un mutamento etico del sistema socio-politico-finanziario italiano: una manciata di professionisti indignati che vuol promuovere iniziative di cambiamento, pare. In bocca al lupo. (G.M. per NL)
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