Mauro Crippa, ma quale crisi dei telegiornali?

“Non c’è una crisi dei telegiornali. C’è un’erosione marginale. Quando accadono fatti importanti e la gente ha necessità di essere informata va sul Tg5 e il Tg1. Sono 15 milioni di persone che si sintonizzano sulle due testate, il 55% dello share. Non succede in nessuna parte del mondo. Altro che crisi, c’è da baciarsi i gomiti”.
Questo il pensiero di Mauro Crippa, intervistato dal periodico Prima Comunicazione. Crippa, cinquantenne, è il direttore generale di R.t.i. spa, la subholding che gestisce tutta l’informazione e l’intrattenimento delle reti Mediaset, nonché consigliere d’amministrazione della Società Europea editrice de “il Giornale” da oltre dieci anni e di Class CNBC da poco meno.
Secondo Crippa quanti considerano il mezzo televisivo superato nel modo di fare informazione, bruciato sul tempo dalla tempistica di internet, snobbato da coloro che si nutrono di informazione in pillole su free press, cellulari e palmari e denigrato dai cultori dell’informazione “libera” e indipendente, lontana da logiche editoriali, si sbagliano di grosso. Certo, c’è un lieve diminuzione degli ascolti e del ruolo centrale giocato dal mezzo, dice, ma la sostanza è che i telegiornali continuano ad essere il ponte tra “la notizia del giorno” ed i cittadini. Non aggiunge Crippa, però, che chi sceglie “la notizia del giorno” assume un potere spropositato nel veicolare le opinioni pubbliche, ancor più per quanto riguarda il mezzo televisivo.
“È cambiata la dieta informativa del pubblico. – continua – Se prima si arrivava quasi digiuni di notizie al tg della sera, da un po’ di tempo si fa merenda con Internet, sms, televisioni all news”. E ancora: “Forse le fasce di pubblico, che già conoscono i fatti principali della giornata, dal telegiornale delle 20 si aspettano più storie, più racconti, più vicinanza alle loro sensibilità”. Da tempo si conosce, certo, la tendenza, specie di uno dei tre telegiornali delle reti Mediaset di preferire l’informazione narrata, raccontata come una storia, una favola verrebbe da dire, piuttosto che presentarla così com’è, nuda e cruda. Poi Crippa torna a portare acqua al suo mulino televisivo, sottolineando le peculiarità della piattaforma televisiva, rispetto ai concorrenti nel campo informativo. “C’è il recupero del valore del reportage – dice – Significa ritornare a fare cose che le altre piattaforme non riusciranno mai a realizzare. Internet non restituirà mai la polvere, il sangue, il dolore di una tragedia”. Intanto, riguardo gli obiettivi nel breve periodo, il direttore generale R.t.i. confida che ci sarebbe in essere un progetto di Videonews (che cura Matrix, Mattino5 e Pomeriggio5) per un programma informativo alla domenica pomeriggio, per prendersi quella che in gergo televisivo è chiamata “l’ottava prima serata”. (G.M. per NL)
 
 
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