Media. L’Europa blocca canale RT News, ma non propone fonte notizie alternativa per cittadini russi. Mentre ai tempi della guerra fredda…

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1985: a Milano, come in molte capitali d’Europa, esordisce VOA Europe, canale dedicato all’Europa della Voice Of America, emittente pubblica statunitense. L’idea è di Ronald Reagan, il presidente che avrebbe contribuito ad affondare l’impero sovietico: fornire una programmazione confezionata su misura per gli europei che portasse avanti i valori degli USA.
La stessa idea – parlare la lingua e nella lingua del proprio target – è alla base del canale russo RT News, la cui emissione è bloccata in Europa da mercoledì 2 marzo.

This is not Free Europe

Non si tratta della voce ufficiale del potere russo, come nel caso del portale Sputnik erede di Radio Moscow, ma di un canale che fornisce spazio alle voci dissonanti nell’ambito occidentale, promuovendo in maniera intelligente – o forse diabolica – il punto di vista del Cremlino.
Per parte nostra ci poniamo un quesito: quanto è in linea con i valori occidentali la decisione di oscurare una fonte d’informazione?
 

RT News 

RT News, precedentemente conosciuto come Russia Today è un network controllato dallo stato russo forte di sei canali: RT News, RT France, RT UK, RT Germania, RT in spagnolo e RT in arabo. A differenza di Euronews, che propone gli stessi contenuti in varie lingue, la programmazione di RT è differenziata e le redazioni locali lavorano in modo indipendente. Il canale francese – forte di una redazione di oltre 100 giornalisti –  ospita (dovremmo forse dire: ospitava) voci e opinionisti francesi, differenti da quelli proposti sul canale in inglese. 

Niente propaganda esplicita 

L’impostazione editoriale è quasi sempre la seguente: niente propaganda russa o eccessiva enfasi alle gesta di Putin, ma piuttosto focus su tutte le voci che criticano o dipingono un’immagine negativa dell’occidente. 

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Basta bugie 

RT non sarà più in grado di diffondere le proprie bugie che giustificano la guerra di Putin”: così si è espressa Ursula von der Leyen il 27 febbraio, preannunciando una serie di delibere tese a “bloccare la disinformazione tossica in Europa”. È la stessa logica delle sanzioni a Google e Meta: l’Europa non crea strumenti alternativi a quelli di USA e Russia, ma si limita a sanzionare o bloccare.  

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Reality Check 

Non esistendo un canale RT Italia abbiamo fatto una verifica diretta sulla situazione dei canali RT in inglese, francese e tedesco.
In Francia il canale distribuito via IPTV (Iliad canale 362) dovrebbe essere oscurato in giornata.
Nel regno unito il canale – distribuito da Freeview e Sky potrebbe essere rimosso a breve, anche se gli operatori hanno fatto sapere che “in mancanza di una direttiva specifica non siamo nella posizione di rimuovere il canale, in quanto ci viene richiesto di essere fair, non discriminativi”. 

Satellite e dintorni 

Il problema potrebbe forse essere risolto alla fonte, bloccando il feed di partenza, che sia nel caso di SES (ex SES Astra) che di Eutelsat è a cura della francese Globecast, facilmente influenzabile dal Presidente Macron tramite l’azionista di riferimento Orange (France Telecom). Peraltro Eutelsat aveva già recentemente accettato il blocco della distribuzione del canale tedesco. 

Internet

Per quanto riguarda internet, a oggi (mercoledì 2 marzo 2022) utilizzando una VPN con uscita nel Regno Unito  il canale inglese risulta bloccato (YouTube e sito), mentre risulta visibile la sua versione francese.  

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Minor fortuna se si utilizzano le reti francesi (Iliad/Orange e SFR): il sito stesso appare a pezzi, segno che probabilmente viene effettuato un filtraggio a livello di telco e quello che si vede altro non sono che singole componenti in cache.

I media occidentali 

Abbiamo detto che l’Europa si limita a sanzionare e non offre nulla di simile a RT o la vecchia VOA Europe: non ci risulta in altre parole esistano emittenti internazionali che non siano altro che la versione televisiva del vecchio modo di comunicare, quello centralizzato nella nazione di origine. 

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David e Orban

Euronews e Viktor Orban 

Si potrebbe pensare che Euronews svolga il ruolo simmetrico a RT, la promozione anche in lingua russa della visione europea del mondo. Ma l’emittente non è un’emanazione dell’Unione Europea: l’attuale proprietà, il gruppo Alpac Capital, è controllato dalla famiglia portoghese David, nota per il supporto al primo ministro ungherese Viktor Orbán (non esattamente un euro enthusiasts). 

Netflix…

Netflix potrebbe essere ben posizionata per svolgere questa funzione, quanto meno con il cappello di carrier o distributore, considerato che aveva (controvoglia?) accettato di diffondere in territorio russo un bouquet di 20 canali live selezionati dal governo di Putin: semplice sarebbe stato aggiungerne uno o più di origine occidentale.

… non accetta il diktat

Ma proprio il primo marzo e’ giunta la notizia che, “data la situazione attuale”, Netflix non diffonderà tali canali. Immaginiamo che la reazione russa sarà quella di bloccare o interdire del tutto la piattaforma. 

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Jamming  

Bloccare i canali satellitari e filtrare i siti internet è il moderno equivalente del jamming che andava di moda nel secolo scorso. Con questo termine si indica la pratica di emettere, spesso da più di una location, un segnale di disturbo (tipicamente un suono sgradevole sovramodulato) sulla stessa frequenza dove trasmette la stazione che si desidera bloccare.

Una grande differenza 

Parrebbe dunque che l’oscurare oggi corrisponda al jamming di ieri: eppure c’e’ una grande, enorme differenza. Anche durante la repressione della Primavera di Praga (1968), quando circa mezzo milione di soldati russi invadevano la Cecoslovacchia, nessun paese occidentale fece jamming sui canali radio russi (particolarmente attivi con la loro propaganda multilingue in onde corte, ma anche in onde medie e FM direttamente da Berlino Est).  

Disclaimer

È il caso di precisare una cosa: non stiamo con questo articolo in nessun modo suggerendo che il sistema dei media russo sia preferibile a quello occidentale: il recente divieto di utilizzare la parola guerra imposto alle radio private, una delle quali è stata perfino obbligata a chiudere, mostra chiaramente come viviamo tuttora nel blocco dove si gode delle maggiori libertà. Ma…

Conoscere per deliberare

Ma le democrazie occidentali hanno sempre lasciato ai regimi totalitari l’esclusiva della censura sulle notizie, anche quando ritenevano queste totalmente “fake”. Evidentemente le cose sono cambiate e oggi l’Europa di Ursula ritiene i cittadini incapaci di giudicare da soli cosa è vero e cosa non lo è.  (M.H.B. per NL)

 

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