OTT. Google sotto pressione: ennesima multa di 220 mln di euro dall’Antitrust francese per abuso posizione dominante nella pubblicità digitale

pubblicità digitale

Piovono multe su Google. Le pratiche commerciali dell’OTT continuano a fare molto discutere e, difatti, si sta assistendo ad un sempre più pressante intervento da parte delle Authority competenti.

Posizione dominante nel settore della pubblicità digitale

Dopo la sanzione di 100 mln di euro irrogata dall’AGCM dello scorso maggio relativamente al sistema operativo Android, adesso Google è finita nel mirino dell’Autorità garante della concorrenza francese, rea per aver abusato della sua posizione dominante nel settore della pubblicità online.

Multa da 220 milioni di euro

La pratica messa a punto dal colosso di Mountain View favoriva i propri annunci pubblicitari a discapito della concorrenza. Un’attività che è costata alla multinazionale 220 milioni di euro.
Tale fatto riveste tra l’altro particolare importanza, perché si tratta di uno dei primi casi antitrust a livello globale nel settore della pubblicità digitale.

News Corp, Le Figaro e Gruppo Rossel vs Google

L’indagine svolta dall’autorità francese ha avuto avvio dalle denunce sollevate nel 2019 dal gruppo editoriale News Corp (a capo di diversi marchi di fama internazionale come The Wall Street Journal, The Times e il New York Post), dal quotidiano Le Figaro e dal gruppo Rossel (editore dello storico Le Soir).

Trattamento preferenziale per le piattaforme AdX e DFP sotto il marchio Google Ad Manager per l’immissione di pubblicità digitale

Alla base delle denunce, il funzionamento della piattaforma di gestione degli annunci pubblicitari Google Ad Manager, che ha favorito due strumenti tecnologici di sua proprietà ideati per la pubblicazione di spazi adv da parte degli editori: il server DoubleClick for Publishers (DFP) e la piattaforma AdX, che organizza i processi d’asta.

L’impegno di Google di cambiare la funzionalità dei propri servizi tecnologici per favorire la pubblicità digitale dei competitors

Dal canto suo, Google non ha contestato i fatti sollevati e si è accordata con l’Authority d’Oltralpe, assumendosi l’impegno di cambiare le modalità operative dei propri servizi tecnologici per la vendita di spazi pubblicitari con l’intenzione di ristabilire un corretto equilibrio concorrenziale. Gli impegni di Google saranno vincolanti per tre anni.

prima decisione al mondo che esamina processi algoritmici complessi

“La decisione di sanzionare Google ha un significato molto speciale perché è la prima decisione al mondo che esamina processi algoritmici complessi attraverso le quali funziona la pubblicità online”, ha dichiarato Isabelle de Silva, presidente dell’Autorità Antitrust francese. Isabelle de silva antitrust francese multa Google per abuso posizione dominante pubblicita digitale - OTT. Google sotto pressione: ennesima multa di 220 mln di euro dall’Antitrust francese per abuso posizione dominante nella pubblicità digitale

 

Svelati i processi di Google per favorire i suoi prodotti rispetto alla concorrenza

De Silva ha poi commentato: “L’indagine svolta in modo particolarmente rapido, ha consentito di svelare i processi attraverso i quali Google, forte della sua notevole posizione dominante sui server pubblicitari per siti e applicazioni, ha favorito se stessa rispetto ai concorrenti sia sui server pubblicitari che sulle piattaforme SSP. Queste pratiche molto gravi hanno penalizzato la concorrenza nel mercato emergente della pubblicità digitale e hanno consentito a Google non solo di preservare, ma anche di aumentare la propria posizione dominante. Questa sanzione e questi impegni consentiranno di ristabilire condizioni di parità per tutti gli attori e la capacità degli editori di sfruttare al meglio i propri spazi pubblicitari”.

Tempi difficili per gli OTT

Nel vasto panorama degli OTT, Google non è l’unica ad essere finita sotto l’attenta lente dell’Antitrust.
Anche Facebook, infatti, ultimamente sta pagando per pratiche scorrette e lesive dei diritti degli utenti.

La sanzione dell’Antitrust

Da ultimo, va menzionata la sanzione da 7 mln di euro irrogata dall’AGCM dello scorso 17/02/2021 per aver indotto ingannevolmente gli utenti a registrarsi sulla piattaforma senza fornire loro un’informazione chiara, adeguata e preventiva circa l’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da questi direttamente forniti e, più in generale, delle finalità remunerative sottese al servizio, enfatizzandone viceversa la gratuità. (G.S. per NL)

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