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Radio 24: bene ascolti e raccolta pubblicitaria, ma consapevolezza che il modello radiofonico va cambiato. Però la stazione non è ancora multipiattaforma

Radio 24

“Abbiamo la consapevolezza che il futuro della radio, così come quello di altri media, sarà sempre più nella direzione dell’on demand e, dunque, dei podcast. Il boom degli assistenti virtuali ci spinge ad investire in questa direzione, la gente ascolterà più contenuti audio e lo farà quando e dove vorrà”.
Così si è espresso Massimo Colombo, direttore generale commerciale di Gruppo 24 Ore, nel corso della presentazione del palinsesto autunnale di Radio 24, a Milano.
Si tratta dell’ennesima conferma del teorema innumerevoli volte spiegato su queste pagine da due anni a questa parte e da ultimo dimostrato in occasione del meeting tenutosi venerdì 27/07/2018 presso il polo tecnologico di 22HBG-Elenos-Itelco, a Ferrara – in collaborazione con questo periodico e con Consultmedia sugli aspetti tecnologici, socioeconomici ed editoriali connessi all’arrivo in Italia degli smart speaker, gli assistenti domestici come Google Home (già in distribuzione) ed Echo di Amazon, atteso per Natale 2018.
Radio 24 podcast - Radio 24: bene ascolti e raccolta pubblicitaria, ma consapevolezza che il modello radiofonico va cambiato. Però la stazione non è ancora multipiattaformaTornando a Radio 24, Colombo ha spiegato che l’emittente ha chiuso il primo semestre dell’anno con 2.197.000 ascoltatori nel giorno medio,un dato in crescita e in controtendenza rispetto a quello delle altre emittenti. Le note sono positive anche per la pubblicità, in aumento più del 6,8% ottenuto dal mercato radiofonico e prevediamo un ulteriore incremento sia delle audience, che presto, è il nostro auspicio, arriveranno a quota 2,5 milioni ascoltatori nel giorno medio, sia della crescita dei ricavi pubblicitari. Anche perché, con il nuovo palinsesto la concessionaria System ha tra l’altro deciso di alzare del 3-4% il costo dei grp’s degli spot sui principali target di riferimento”.


Disponibilità economica sopravvenuta che consentirà all’emittente di destinare nuove risorse per “finanziare i piani di sviluppo della radio che vedono tra le priorità l’acquisizione di nuove frequenze FM, anche grazie alla partecipazione al consorzio Dab, e il rafforzamento dell’offerta digitale”.
Sebbene si professi orientata alla Radio 4.0, Radio 24 rimane tuttavia incomprensibilmente e pericolosamente pregiudicata nell’ascolto indoor dalla sua assenza sul digitale terrestre.
Se infatti è indiscutibile che l’ascolto domestico attraverso smart speaker costituirà il futuro radiofonico (sebbene on demand e non in live streaming, circostanza rilevante in termini di progettualità editoriale, tecnologica e commerciale), almeno fino al 2022 il principale device casalingo per fruire di contenuti radiofonici rimarrà il televisore (il ricevitore FM nel 2019 sarà presente solo in 4 case su 10, mentre la presenza degli apparati tv è del 150%, essendo presenti mediante quasi due tv per nucleo familiare). Non esserci, non appare quindi una scelta strategica per Radio 24 ed anzi si manifesta come contraddittorio rispetto al manifesto di intenti digitali. A proposito di impegni sul fronte digital, nel consesso informativo milanese Radio 24 ha annunciato la posticipazione al 2019 del lancio di un nuovo sito internet, che vedrà probabilmente la luce in concomitanza con quello del quotidiano. (E.G. per NL)