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Radio. Ci sarà anche nella prossima stagione la caccia alla ”Zanzara”?

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Radio 24 Giuseppe Cruciani e David Parenzo conducono la trasmissione " La Zanzara " ph. © Paolo Poce / Sintesi Visiva

La Zanzara radiofonica con la sua puntura ha contagiato molti editori ed introdotto un nuovo modello di trasmissione. Con tanti pro ma altrettanti contro.
Pausa estiva per i palinsesti che durante il mese di Agosto, suscitando qualche legittima perplessità, abbassano le luci dei loro programmi più rappresentativi e infarciscono la programmazione di repliche o musica in rotazione in attesa di ripartire a Settembre.
La pausa, che da un punto di vista di una valutazione artistica desta qualche dubbio sull’idoneità di essere meno competitivi proprio nel mese in cui verosimilmente le persone hanno più tempo libero da dedicare all’ascolto, è comunque propedeutica ad una riflessione su quanto è accaduto e su quello che è lecito aspettarsi.
Da sempre una trasmissione di successo spinge gli altri competitor a creare una controprogrammazione per competere nella stessa fascia oraria e anche gli ultimi anni della radiofonia non hanno fatto eccezione, poi la scelta può orientarsi su format simili o su trasmissioni che cerchino di rivolgersi invece ad un altro target di riferimento.

L’approdo di Giuseppe Cruciani a Radio 24 e il boom mediatico della sua ”Zanzara” hanno stravolto equilibri che sembravano consolidati e creato una corsa all’inseguimento che ha determinato la nascita di diversi programmi analoghi nella stessa fascia oraria e soprattutto ha instillato la pazza idea di rincorrerlo sulla strada della provocazione e dell’eccesso, praticamente il suo stesso terreno.
Se l’antagonista storico su Radio Capital ”TG Zero” è rimasto fermo nel suo solito aspetto compassato riflettendo lo stile dei suoi conduttori Vittorio Zucconi ed Edoardo Buffoni (tra l’altro riconfermati anche nella nuova era Giannini), per tutti gli altri venuti dopo che la mira fosse quella di puntare ad uno stile irriverente e caustico non è mai stata troppo nascosta.
Comincia Radio 105 che nell’epoca pre Mediaset posiziona alle 19.00 l’eterogenea coppia formata dal giornalista Gianluigi Paragone e dall’istrionica produttrice discografica e volto noto della televisione Mara Maionchi.mara maionchi radio 105 - Radio. Ci sarà anche nella prossima stagione la caccia alla ''Zanzara''?

Per quanto all’inizio la coppia sembri stranamente assortita e l’inserimento un po’ azzardato in una emittente solitamente più dedita all’intrattenimento e alla goliardia che non ad un talk show di informazione (seppur atipico), il progetto alla fine funziona e nei dati di ascolto, allora ”Radio Monitor”, relativi ai singoli quarti d’ora nel secondo semestre 2014 supera l’accoppiata Cruciani-Parenzo de La Zanzara.
E’ un risultato che desta scalpore e su cui nessuno avrebbe scommesso che premia la scelta coraggiosa di Alberto Hazan, anche se, ad onor del vero, va comunque detto che la sua emittente godeva in ogni caso di un bacino di ascolto molto più ampio e di una fan base molto consolidata negli anni, nulla toglie questa considerazione al merito di aver effettuato un inserimento atipico e di averne raccolto ottimi frutti.
Come sarebbe andata nel confronto a lungo termine nessuno lo saprà mai in quanto la coppia scoppia, lascia prima la Maionchi per sua dichiarazione senza alcun motivo legato al cambio di proprietà che invece sembra essere la causa dello stop di Paragone.

Con l’acquisizione della rete da parte di Mediaset il timone delle ore 19.00 passa nelle mani di Nicola Porro che porta in radio il suo ”Matrix”.
Si ribadisce la scelta, pur cambiando stile, di continuare sulla stessa strada, la trasmissione non raggiunge comunque l’impatto di visibilità di ”Benvenuti nella Giungla’, vedremo se anche nella prossima stagione verrà riconfermata la presenza del vice direttore del Giornale e se sempre in coppia con Greta Mauro.

Sempre alla stessa ora, seppur con caratteristiche diverse, fa decisamente storia a sé il tentativo di introdurre la satira di Luca Bottura a Radio Dee Jay, il suo “Tuttorial” sembra da subito un pesce fuor d’acqua e dura il tempo di un battito d’ali, Linus dopo appena quattro mesi cambia rotta e ritorna all’antico riproponendo la rentrée di Fiorello.
Il video in cui Bottura annuncia la fine del programma, in cui non le manda a dire, sottende in maniera neanche tanto velata che ci siano stati non pochi problemi nella gestazione di questo parto.

Autentico fulmine a ciel sereno è invece l’ingresso nel palinsesto di Radio Montecarlo dell’istrionico Filippo Facci che, per atteggiamenti e linguaggio, è il più simile a Cruciani e anche lui, ovviamente, viene ingaggiato per fargli la guerra.
La trasmissione è inserita nel contenitore di Stefano Gallarini ed Erina Martelli, chiamati anche a fargli da argine, il titolo ”L’intruso” cerca da subito di spiegarne motivazioni e presenza, ma sta di fatto che in questo caso sembra essere davvero un salto nel buio.
Il pubblico di RMC pare proprio non gradire e, oltre i tantissimi messaggi di disapprovazione messi in onda per fare in ogni caso audience, l’esperimento stavolta non attecchisce.
Troppi eccessi, troppe battute fuori luogo, troppe volgarità (ma davvero si pensa facciano ancora effetto se non quello di annoiare?) e, a prescindere dall’ennesimo/solito cambio di proprietà, per questo programma appena arrivato pare non ci sarà un seguito.
Lo stesso Facci durante l’ultima puntata di Luglio esclude in maniera abbastanza netta un suo ritorno a Settembre.

La lista dei concorrenti della Zanzara quindi perde, almeno per il momento, un altro pezzo; resta da attendere se ci saranno altri ingressi e altri tentativi analoghi, sempre alla stessa ora e sempre più o meno con le stesse analogie.
Resta solo da capire se, invece di tentare di schiacciare la Zanzara di Cruciani, non sia meglio cercare di ingaggiarlo oppure proporre un’autentica controprogrammazione puntando a raggiungere un pubblico diverso con un format completamente differente.
In fondo chi segue il giornalista romano non è affatto detto che sia interessato alla cronaca o alla politica ma solo alle caratteristiche precipue di quel format difficilmente replicabili in toto e quindi uniche.

Tra l’altro anche la scelta di puntare tutto sul cosiddetto ”drive time” con il passare del tempo diventa discutibile se si vuole raggiungere anche il pubblico più giovane, in quanto i millenials sembrano sempre meno interessati all’automobile e, di conseguenza, sempre meno alla guida, con dati di neo patentati in continuo calo.
Se si vuole cercare di riguadagnare un pubblico sempre più lontano dai media radiofonici bisognerebbe cominciare a mutare anche il concetto di alcuni punti fissi di riferimento per l’audience che verosimilmente cambieranno, e in fretta, con la mutazione delle abitudini delle nuove generazioni.
Se si resta radicati nell’idea di controbattere l’offerta degli avversari con trasmissioni ”apparentemente” simili e investendo le risorse sempre nei ”canonici” orari, diventa veramente complicato essere appetibili anche per gli ascoltatori di domani. (U.F. per NL)