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Radio e Tv 4.0. I problemi di connessione degli utenti di DAZN riportano a galla i noti dubbi: siamo veramente pronti per il totally IP?

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I gravi problemi subiti da molti utenti di DAZN nella fruizione di contenuti sportivi in streaming nelle scorse settimane, che hanno condotto il provider tv IP a diffondere le informazioni che riportiamo nella foto di apertura, hanno aperto un acceso dibattito tra gli operatori a riguardo della effettiva sostenibilità da parte dell’infrastruttura di rete italiana di un ascolto massivo via IP.
Al fine di acquisire elementi utili, abbiamo interpellato Gianfranco Picello di Fluidstream società italiana specializzata nella fornitura di servizi di streaming per operatori radiotelevisivi, già intervenuto recentemente su questo periodico.
La distribuzione in streaming di eventi live rivolti ad una grande platea di pubblico, è sempre un’attività particolarmente delicata rispetto alla distribuzione di contenuti on demand – ci spiega Picello -. Anche se in entrambi i casi si usano le CDN, Content Delivery Network, per gli eventi live è di fondamentale importanza il numero di nodi della rete, pop, presenti sul territorio e la loro capillarità.


Semplificando il funzionamento di una CDN, immaginiamo di avere un server principale, detto di “origine”, che distribuisce ai vari nodi sul territorio lo stream dell’evento.

Per seguire l’evento, gli utenti non si devono collegare al server di origine, molto lontano dalla propria rete, ma si devono collegare al nodo più vicino.
In questo modo, le dorsali di rete verso il server di origine non si satureranno e l’utente finale avrà la garanzia di usufruire del servizio grazie al server più vicino.
Per questo motivo utilizziamo (Fluidstream, ndr) soluzioni ridondate che spesso ci mettono al riparo da inconvenienti.
Questa è una estrema semplificazione, in realtà le CDN hanno una struttura molto più complessa, basata su gerarchie multi livello di server con multipli instradamenti di rete”.


(Newslinet) Ma relativamente a DAZN il problema è infrastrutturale?
(Gianfranco Picello) Il caso che stiamo vivendo in Italia per le partite di calcio porta alla ribalta un problema che non è solo italiano, basta ricordare l’incontro di boxe Mayweather-McGregor svoltosi l’estate scorsa negli Stati Uniti, dove UFC ha dovuto rimborsare gli utenti che avevano acquistato l’evento in streaming e che non hanno potuto seguire il match a causa di “problemi di rete”. Non si tratta di problemi dell’ultimo miglio, tutto sommato anche in Italia la maggior parte delle connessioni ad internet garantiscono gli 8 Mbps indicati da DAZN come banda minima per poter usufruire del flusso video al massimo della qualità (se poi si accede al flusso di minore qualità, i Mbps richiesti sono ancor meno).
(NL) E allora qual è il vero problema?
(GP) Il problema è il numero di pop, i server della CDN, presenti sul territorio e la loro distribuzione capillare. La distribuzione di un evento live funziona solo se l’utente per accedere al flusso deve fare “poca strada.


(NL) Il secondo problema che viene lamentato dagli utenti di DAZN è il ritardo dello streaming, la latenza del flusso, che per un evento sportivo è particolarmente importante.
(GP) Qui sono due i fattori che entrano in gioco: la distanza del server dall’utente finale e il numero di utenti contemporanei collegati al server.
(NL) Fluidstream fornisce servizi streaming relativamente ad eventi sportivi particolarmente importanti: avete riscontrato problemi della portata di quelli di DAZN? 
(GP) Da anni attraverso i nostri clienti veicoliamo match della Serie A e B senza particolari disservizi, ma questi sono fattori importanti anche per chi non deve distribuire eventi live di grande rilievo come un big match.streaming problematiche - Radio e Tv 4.0. I problemi di connessione degli utenti di DAZN riportano a galla i noti dubbi: siamo veramente pronti per il totally IP?
(NL) La tecnologia per lo streaming in bassa latenza è disponibile?
(GP) Certamente. Noi stessi offriamo servizi di streaming in ultra low latency con lo stato dell’arte dei server di streaming. Però, più bassa è la latenza e maggiore è il rischio che l’utente finale possa avere delle micro interruzioni, soprattutto se non tutta la rete tra l’utente e i server funziona al meglio. Per questo motivo, è possibile che verrà scelto di aumentare la latenza, permettendo di gestire con il buffer le micro interruzioni della rete.
(NL) Un consiglio agli editori radio e tv….
(GP) Molti streaming provider, per abbattere i costi del servizio, praticano sistematicamente l’overselling di un server e delle rete impegnata. E’ un errore fondamentale, che penalizza i clienti tratti in inganno dai costi basi del servizio.  (E.G. per NL)