Radio e Tv. RSGP: coordinamento FM tra Italia, Slovenia e Croazia attraverso passaggio DAB+ di alcune stazioni. Ma gli sloveni non ci credono

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Il 16 giugno 2021 a Bruxelles si è tenuto l’incontro nell’ambito del RSGP (Radio Spectrum Policy Group) RSPG21-028 Final Radio Spectrum  27th Progress Report of the RSPG Sub-Group on cross-border coordination, che, tra le altre cose, ha trattato problematiche di carattere interferenziale radiotelevisive tra Italia, Croazia e Slovenia. Ipotizzando uno switch-over di alcune emissioni da FM a DAB+

RSGP: target coordinamento interferenziale concreto

Gli esiti dell’incontro, che riportiamo qui, hanno visto l’impegno dei paesi ad intervenire per favorire il coordinamento radioelettrico, attraverso soluzioni tecniche e strategiche che potrebbero anche condurre ad approcci inediti.

Comparto Tv solo dopo giugno 2022

Relativamente alle interferenze televisive, l’Italia ha insistito sull’impossibilità di conseguire soluzioni definitive prima della conclusione del processo di refarming della banda 700 MHz, prevista entro il giugno/luglio 2022.

DAB+ e FM

Più complessa la situazione per FM e DAB+. Per la banda VHF (DAB+), il gruppo adriatico e ionico di RSGP pianificherà un nuovo incontro con l’obiettivo di finalizzare l’accordo e sottoscriverlo. Successivamente, l’Italia definirà il proprio piano VHF.

Al palo

Per le interferenze FM, il consesso RSGP ha rilevato come, allo stato, non siano “stati compiuti progressi con Croazia e Slovenia anche per i casi prioritari individuati da questi due paesi”.

Le soluzioni

Tra le soluzioni avanzate, merita attenzione quella che l’Italia adotti un (altrettanto inedito e tardivo, visto che è atteso quantomeno dal 1991) piano di coordinamento frequenziale per la banda FM che consenta di negoziare con Slovenia e Croazia un accordo sullo sfruttamento concertato della modulazione di frequenza, “garantendo un accesso equo e ottimizzato della capacità per ciascun paese”.

L’Italia allochi gli interferenti in FM sul DAB+

Rilevante la citazione che il Piano dovrebbe comportare “il passaggio di alcune emittenti FM alla piattaforma DAB+”. Difficile in questo immaginare come si possa, da parte dell’Italia, assegnare priorità di attribuzione delle frequenze coordinate all’esito della concertazione. Anche perché è giuridicamente insostenibile che ciò possa avvenire sulla base della mera occupazione senza un processo competitivo di assegnazione (bando di attribuzione del diritto d’uso).

Lo scetticismo sloveno…

Scetticismo è poi stato manifestato dalla Slovenia, che ha rilevato come sugli attuali mux DAB+ italiani una quota di capacità trasmissiva sia occupata da nuovi programmi e non già da emissioni già presenti in FM. Ciò, secondo gli sloveni, limiterebbe l’efficacia della soluzione di migrazione di emissioni FM sul DAB+ per assenza concreta di spazio.

… da respingere al mittente

Considerazione in realtà del tutto inadeguata, posto che il refarming della banda 700 MHz consentirà la liberazione di frequenze televisive per lo sviluppo della radio digitale aumentando notevolmente la capacità trasmissiva disponibile. Anche se, effettivamente, una gestione più accorta della capacità trasmissiva per soddisfare prioritariamente il symulcasting di quanto presente in FM sarebbe asupicabile. (M.L. per NL)

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