Home News Ticker Tv Radio. Il futuro e’ nel digitale? Si’, ma il Forecast 2019 certifica...

Radio. Il futuro e’ nel digitale? Si’, ma il Forecast 2019 certifica una differente tabella di marcia tra sviluppo tecnologico ed investimenti pubblicitari

SHARE
Forecast

Il futuro è il digitale: sembra ormai un mantra, ripetuto ancora una volta da Vincent Letang, vicepresidente esecutivo di Magna Global (divisione di IPG, gruppo americano di agenzie di comunicazione), alla conferenza Forecast 2019 organizzata dal periodico RadioInk e incentrata sul futuro finanziario della radio.
Stando alle dichiarazioni di Letang, il prossimo anno il digitale aumenterà negli USA di oltre il 15%, mentre ogni altro mezzo di comunicazione subirà ribassi: la tv nazionale sarà in calo dell’1%, quella locale del 5% e la stampa del 17%. E questo, nonostante le perplessità riguardo gli investimenti pubblicitari in digitale che si sollevano da più parti, soprattutto dai grandi marchi (si pensi, ad esempio, al caso di P&G).

Al Forecast 2019 è intervenuto anche Mark Gray, CEO di Katz Media Group, il quale ha prospettato una ripresa del settore radiofonico per l’anno a venire: “Nonostante un avvio lento nella prima metà dell’anno, l’attività locale continua a migliorare e i ricavi relativi agli spot nazionali sono aumentati, soprattutto negli ultimi mesi”. Si tratta, quindi, di una considerazione ottimistica e molto diversa da quella di Letang. Su queste basi, dunque, Grey sostiene altresì che “le radio, specialmente quelle appartenenti ai network, chiuderanno l’anno in solida crescita, anche grazie alle entrate record dovute alle elezioni di midterm, che hanno superato di gran lunga quelle registrate nel 2014”.

La forza della radio nel nuovo anno, secondo Katz, è l’accresciuta capacità di reperire dati e strumenti per dimostrare l’efficacia del medium e farlo riscoprire da inserzionisti e agenzie. Questa possibilità, accanto allo sviluppo del digitale in forma di audio online e podcast, costituisce la vera prospettiva di crescita del business della radio tradizionale.
D’altra parte che, nel periodo di interregno tra il passaggio della radio dell’era analogica a quella del medium in chiave totalmente digitale, gli editori dovessero pagare lo scotto dei costi del presidio multipiattaforma senza averne immediati riscontri commerciali era cosa prevedibile e che il Forecast 2019 ha meramente confermato. (V.D. per NL)