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Radio locali. La crisi delle emittenti cattoliche. Utenza indifferente, piattaforma FM inidonea. Si chiude o si cambia (veicolo)

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Blu Radio Veneto ha cessato le trasmissioni alle 12.08 del 22 dicembre 2017. La Diocesi di Padova, proprietaria ed editrice dell’emittente, ha deciso di chiudere l’attività cedendo le strutture e il personale a due importanti gruppi radiofonici. Ringraziamo tutti i nostri ascoltatori che ci hanno seguito in questi anni fin dal 28 gennaio 2008″.
Con questo laconico e seminascosto messaggio sul sito dell’emittente, Blu Radio esce di scena. Ultimo esempio, eclatante, di numerosi casi assolutamente simili e diffusi.
Le sue numerose frequenze (le più importanti 94,6 MHz e 88,7 MHz) sono finite a RDS e al Gruppo Zanella, che pare ne destinerà alcune al curioso ingresso – in una regione dove è del tutto sconosciuto – del brand Play Studio, una stazione emiliana acquistata tempo fa per potenziare la rete principale del gruppo Veneto.RDS20logo202017 - Radio locali. La crisi delle emittenti cattoliche. Utenza indifferente, piattaforma FM inidonea. Si chiude o si cambia (veicolo)
La decisione della Diocesi di Padova era nell’aria da tempo e quindi non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori, anche perché c’erano stati nel tempo diversi segnali concordanti verso il disimpegno di infrastrutture e partecipazioni di enti di comunicazione via etere.
In particolare, il lancio del nuovo sito internet diocesano oltre un anno fa; lo spostamento della redazione, nella primavera scorsa, del settimanale La Difesa del popolo presso il centro mediatico Casa Pio X a Padova, dove si trovano anche l’Ufficio Comunicazioni Sociali e l’Ufficio Stampa), la rinuncia alle quote dell’emittente televisiva Telechiara, uscendo dalla società, ma soprattutto, tre anni fa, il disimpegno delle altre due diocesi (quelle di Venezia e Treviso).
Di positivo vi è l’impegno congiunto di compratore (uno) e venditore di garantire i tre posti di lavoro (un giornalista, uno speaker ed un tecnico).

L’uscita di scena di Blu Radio Veneto, come detto in apertura, non è però e purtroppo un fenomeno isolato; anzi esso ha interessato, magari con meno rilevanza mediatica, molte emittenti cattoliche negli ultimi anni. Spesso la sofferta decisione consegue all’oggettiva valutazione che la mission cui esse erano dedicate è ormai conclusa; oppure che esige una trasformazione in termini di piattaforme distributive.
Partiamo dalla seconda: se la stazione aveva un seguito pressoché esclusivamente casalingo (come è per la stragrande maggioranza delle emittenti rivolte ad un pubblico anziano), ha senso gestire costosi impianti FM per raggiungere un’utenza che per il 55% non dispone più di ricevitori in modulazione di frequenza? Non è allora meglio sfruttare le potenzialità offerte dal DTT per essere seguiti su un device, la tv, che invece è presente in tutte le case in forma plurima, conseguendo una riduzione netta dei costi d’esercizio e la sicurezza del raggiungimento integrale dell’utenza?

La stessa Radio Vaticana sta operando in tal senso: dopo la dismissione dei dispendiosi impianti in onde medie, ha comunicato ufficialmente di voler puntare sull’ibridizzazione e sulla multipiattaforma, in particolare nella direzione della visual radio DTT.
Il messaggio è stato forte e chiaramente ricevuto dagli esponenti del mondo della comunicazione radiofonica cattolica.
Ma, come anticipato, c’è un’altra considerazione da fare, in questo caso più acre.
Il pubblico di queste stazioni è spesso costituito da anziani dotati di una forte convinzione religiosa. Alla inevitabile loro dipartita, il pubblico spesso non viene compensato da “nuovi” anziani in ingresso, perché l’attenzione agli argomenti trattati da tali emittenti su di loro non ha il medesimo appeal. Mons Vigano radio vaticana - Radio locali. La crisi delle emittenti cattoliche. Utenza indifferente, piattaforma FM inidonea. Si chiude o si cambia (veicolo)E’ ovviamente un problema che non riguarda la sola radiofonia, ma che attiene anche all’editoria cartacea cattolica (e non solo, beninteso). La crisi di Famiglia Cristiana ne è un esempio lampante (così invece non è per la tv, come, al contrario dimostra il successo sul DTT di Tv2000).
Oltretutto, i giovani anziani con interessi sui temi di cui sopra trovano spesso maggiore soddisfazione verso il mondo online; non è un caso che le strutture religiose si stanno attrezzando con sempre maggiori determinazione nel presidio del web per intercettare tali esigenze. (E.G. per NL)