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Radio. Mise getta acqua sul fuoco su spegnimento di Radio Padania in DAB+: procedimento di revoca nemmeno avviato. I Padani rilanciano: l’FM ha i giorni contati, esattamente 242. Faremo la radiovisione sul canale 740

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I Padani rilanciano: non spegneremo affatto, anzi, svilupperemo il digitale in tv sul canale 740. L’FM ha i giorni contati: 242 esattamente.
“Con riferimento agli articoli di stampa pubblicati (…) circa una presunta revoca dell’autorizzazione a trasmettere a carico dell’emittente radiofonica autorizzata in ambito locale denominata Radio Padania Libera disposta dal ministro Di Maio, si precisa quanto segue: la Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali con nota del 29 aprile scorso a firma del dirigente Giovanni Gagliano, ha intimato alla richiamata emittente di cessare la trasmissione dei contenuti in tecnica digitale attraverso il consorzio nazionale Eurodab.

Tale nota, adottata dalla direzione generale senza che il gabinetto del ministro Di Maio ne fosse informato, si chiude con la previsione della possibilità di disporre la revoca dell’autorizzazione alla trasmissione in tecnica digitale in ambito locale a carico dell’emittente. Il procedimento eventuale di revoca della suddetta autorizzazione non è neanche quindi stato avviato dalla direzione competente”.
Così una nota ANSA dal Ministero dello Sviluppo Economico a riguardo della querelle sulla diffida ad operare in ambito nazionale su un consorzio DAB+ attraverso un’autorizzazione per fornitore di contenuti in tecnica digitale rilasciata per l’ambito locale.
Già ieri avevamo scritto come la vicenda avesse tutte le caratteristiche di un fuoco di paglia, anche in considerazione della possibilità di regolarizzare con estrema facilità l’eventuale irregolarità.

Intanto i padani hanno dedicato ovviamente una lunga trasmissione all’evento, condotta da Giulio Cainarca, Davide Franzini e Sammy Varin e con la partecipazione dell’avv. Federico Freni, legale dell’emittente, infarcendo la vicenda di connotazioni politiche ed anche di eccessi privi di fondamento, come che “L’FM ha i giorni contati: esattamente 242 giorni, scadenza dal passaggio totale dalla FM al DAB+“, cioè in relazione all’obbligo ex L. 205/2017 di vendita dal 01/01/2020 di apparati ricevitori integrati da almeno un’interfaccia per la ricezione di programmi radio in tecnica numerica (obbligo peraltro – ironia della sorte – oggetto di una mitigazione in questi giorni attuata attraverso il DL 32/2019), che non prevede naturalmente nessuno switch-off analogico/digitale (o meglio FM/DAB+), oppure l’affermazione “faremo la radiovisione sul canale 740”, cioè in un arco di numerazione LCN in realtà non assegnabile a nessun Fornitore di Servizi di Media Audiovisivi (FSMA) in assenza di bando. Qui il video del programma. (E.G. per NL)

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