Radio. Open Space (RTL) punta all’identità di Zeta L’Italiana. Ma al contempo promuove l’Open Spot radio-tv

A tenere banco in queste settimane sono le contromisure dei concorrenti, che si stanno alacramente muovendo nel tentativo di non finire stritolati da un colosso che controlla un terzo del mercato commerciale e quasi metà degli ascolti. Il competitor più attivo in questo momento è Open Space, la concessionaria captive della prima radio nazionale RTL 102,5, guidata da Virgilio Suraci, fratello dell’editore Lorenzo, che ha recentemente concluso l’acquisizione della storica superstation lombarda Razio Zeta, modificandone il logo con l’aggiunta de "L’Italiana" e ringiovanendone un poco il target con la soppressione (non indolore) di forti caratterizzazioni musicali (come il liscio). Attraverso la vendita rigorosamente non a pacchetto delle due emittenti, i Suraci puntano ad incrementare notevolmente i 57 milioni di euro del 2015 (+14% sul 2014) realizzati con la sola stazione di punta. Non è la prima volta che i Very Normal People tentano di bissare il successo di RTL: ci provarono nella seconda metà degli anni ’90 con l’infruttuoso progetto delle grandi radio metropolitane (cd. RTL locali), poi mutato, dopo il vincolo normativo alla duplicazione del marchio principale, sul progetto Hit Channel, che però finì nel nulla dopo qualche riciclo editoriale. Ora però le condizioni potrebbero essere differenti per lanciare una nuova stazione di respiro nazionale, anche se si parte dal basso, posto che la superstation di partenza vale solo un milione di euro di raccolta nazionale (più o meno quanti gli ascoltatori che ha nel giorno medio). Ma Suraci è fiducioso in una rapida crescita: «Noi andiamo a proporre ai clienti un’identità di prodotto e non i numeri. E’ questo che dobbiamo far capire al merca­to. Inoltre, la vendita di Radio Zeta L’Italiana è del tutto indipendente da quella di RTL 102.5. Dalla nostra offerta commerciale, quindi, sono esclusi i pacchetti tra le due emit­tenti». Contemporaneamente, Open Space ha iniziato a proporre ai centri media la ra­diovisione con una politica com­merciale basata sul cd. “open spot”, un unico cluster pub­blicitario radio-tv all’ora posizionato al 58° minuto e della durata di due mi­nuti, dove è possibile pianificare solo quattro inserzioni mutuato dall’esperienza tv di Mediaset. Intanto sono attese le decisioni degli altri operatori nazionali che stanno studiando soluzioni idonee per far fronte all’imminente impatto di Mediamond, succeduta a 99 Pubblicità nella vendita degli spazi di Radio 105, RMC e Virgin dal 01/01/2016. (M.L. per NL)
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