Radio. Svizzera: solo DAB+ dal 2024, anzi da metà 2022. Ma intanto attivano FM e poi lamentano interferenze da frequenze italiane che… interferiscono

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“C’è un italiano, uno svizzero ed uno sloveno…“. L’annosa questione delle interferenze internazionali in FM si ravviva.
Con una vicenda che sembra una barzelletta. Ma che non fa ridere.
“I trasmettitori OUC
(FM, ndr) saranno disattivati al più tardi entro fine 2024. La SSR e le radio private stanno valutando insieme una disattivazione anticipata della trasmissione via OUC. Si discute di un abbandono scaglionato tra metà 2022 (programmi SSR) e inizio 2023 (radio private)”.

Uscita di scena, ma non dai giochi

Difficile equivocare: gli svizzeri hanno annunciato ufficialmente l’abbandono della modulazione di frequenza a favore del digitale via etere (DAB+). E lo hanno più volte ribadito negli ultimi mesi.

E quando lo dicono gli elvetici (spesso) lo fanno. Certo non sono più puntuali, precisi ed affidabili come una volta. L’abbandono delle emissioni tv via digitale televisivo terrestre a favore di sat e soprattutto IP sembrava impossibile. E invece è accaduto.

Interferenze

Tuttavia, se l’UFCOM (il regolatore delle comunicazioni della Confederazione elvetica) da una parte sbandiera la propria volontà di abbandonare una tecnologia che considera obsoleta, dall’altra continua a tempestare di lamentele per interferenze FM il Ministero dello Sviluppo Economico.

E addirittura lo fa a tutela di impianti FM attivati due anni fa e responsabili di innaturali debordi in territorio italiano. Ovviamente a danno di diffusori storici lombardi e piemontesi. Attivi magari da 45 anni.
Sembra impossibile, ma succede veramente.

Cornuti….

Ma c’è anche di peggio: una storica emittente italiana, pregiudicata da una nuova emissione elvetica debordante oltre confine, aveva lamentato la circostanza al Mise. Il quale dopo aver esperito misurazioni ed accertato la perturbazione aveva però alzato le mani: “Non possiamo fare nulla. Al più solleveremo la questione sul tavolo UIT”.

…e mazziati

Sennonché, oltre al danno la beffa: dopo poco più di un anno è stato l’UFCOM a lamentare interferenze al Mise per presunte turbative … dalla stazione italiana che le aveva inutilmente denunciate.
Logica avrebbe voluto che il Mise alzasse nuovamente le mani.
E invece no: il solerte dicastero ha, prontamente, contestato la turbativa all’emittente italiana!
Succede anche questo nella nostra povera Italia. (E.G. per NL)

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