RAI, Petruccioli: “Santoro ha fatto da megafono agli insulti di Grillo. A nessuno, neppure a lui, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l’appalto a terzi della tv pubblica”

Puntata allucinante, quella di giovedì scorso, di Anno Zero: insulti al presidente della Repubblica e a Veronesi. Pessima figura del servizio pubblico e del noto conduttore. Ne escono male tutti, ma soprattutto l’Italia


Grillo (foto) sta andando dove è inevitabile che vada, stante l’umore della gente dopo il secondo V Day che, al di là delle sue entusiastiche dichiarazioni, non è certo stato il successo da lui sperato. Questo è chiaro ai più, poiché i suoi deliranti insulti stanno diventando insopportabili: andavano bene (si fa per dire) all’inizio, come mera provocazione; poi la gente ha capito che per uscire dalla crisi occorrono proposte serie e non lezioni di ingegneria ambientale, opposizioni tout court, ingiurie gratuite e ormai desueti e fastidiosi scherni sulle caratteristiche fische altrui.
Tuttavia, se l’abbiente propagatore Grillo ed i suoi farneticamenti ormai vengono pesati per quel che effettivamente valgono, stupisce che giornalisti di un certo spessore come Santoro o Travaglio gli fungano da spalla o, quanto meno, da cassa di risonanza. Invero, non è tanto Marco Travaglio a sorprendere (si sa che ha fatto vera fortuna proprio con le polemiche antiberlusconi) quanto Michele Santoro. Questo ultimo, dopo la pietosa puntata di giovedì scorso di Annozero – durante la quale, a parte il solito turpiloquio di Sgarbi (stanco personaggio che, precedendo Grillo, ormai da anni non è più di rottura), sono stati trasmessi numerosi spezzoni dello “spettacolo” del “comico” genovese, recanti aggettivi decisamente inopportuni verso il presidente della Repubblica e il professor Veronesi – è stato destinatario di una durissima (quanto sacrosanta) lettera di contestazione da parte del presidente RAI Claudio Petruccioli. “Il danno, l’umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico sono incalcolabili. Farò in modo che non si ripeta più una cosa del genere”, ha infatti tuonato un giustamente indignato massimo esponente della concessionaria pubblica, raccogliendo il pensiero di decine di migliaia di abbonati al servizio pubblico. Chi ha visto la triste trasmissione di giovedì, non può, del resto, non aver provato una certa insofferenza verso i tentativi di difesa di un indifendibile, quanto sgradevole, Grillo. Sul fronte opposto, Santoro ha bofonchiato una risposta che mal celava l’imbarazzo conseguente al pasticcio di cui è stato artefice, trincerandosi dietro un presunto diritto di cronaca, il cui abuso è il principale impulso alle critiche alla casta dei giornalisti: “Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi dei momenti più significativi della manifestazione promossa da Grillo. L’ho fatto nell’interesse esclusivo del pubblico con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda”. Ma è sul contenuto infamante delle dichiarazioni di Grillo, riportate integralmente da Annozero, che Santoro è risultato ancor più claudicante: “Le affermazioni di Grillo, già presenti sui giornali, sono state riportate senza la volontà di farle proprie”. Già, come se ripetere un insulto perché già riportato da altri costituisca una causa di giustificazione da parte di un giornalista. L’apoteosi della barbugliante spiegazione di Santoro è consistita, tuttavia, nella deduzione che non riportare detti oltraggi sarebbero state “una grave omissione e una censura”. Il tentativo impacciato di prendere le distanze ex post da Grillo, ha concluso quindi la sfiancata difesa del giornalista: “Grillo è un soggetto politico e va attribuita a lui la responsabilità di ogni dichiarazione”.
Motivazioni puntualmente respinte al mittente da Petruccioli: “Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente ma per tutto quel che nel programma stesso avviene: non ci sono zone franche. Anche Santoro, come tutti, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico”. Consensi pieni, del resto, sono giunti al presidente RAI anche da soggetti notoriamente vicini a Santoro: “Condivido la lettera di Petruccioli: giovedì sera ho avuto tante telefonate da persone che mi chiedevano cosa stesse facendo il “tuo amico Santoro”. L’attenzione su un comico è esagerata; non credo si possa uscire dalla crisi italiana grazie a Grillo”, ha oggettivamente riconosciuto Sandro Curzi della Sinistra Arcobaleno. Conforto a Petruccioli è poi pervenuto da Giuliano Urbani (Pdl): “Condivido la lettera dalla prima all’ultima parola. Ho sempre apprezzato i contenuti di Santoro; assai meno molti suoi comportamenti”.Quanto a Grillo, la definizione di “Repubblica delle banane” che vorrebbe a tutti i costi assegnare al suo (e nostro) paese, in realtà consegue proprio da atteggiamenti come i suoi, che lo rendono (lui e il nostro paese) ridicolo a tutto il mondo senza conseguire peraltro alcun ritorno positivo (Grillo critica, ma, alla prova dei fatti, non fornisce soluzioni concrete ai problemi che somministra ad un pubblico che pare godere nel commiserarsi sentendosi dire di vivere nel peggior stato del mondo).

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