Sky affronta la sfida più difficile: consolidare la propria crescita in un ambiente sempre più ostile

Nel corso dell’ultimo anno la pay tv satellitare più amata dagli italiani ha perso circa 63mila abbonati. Niente di preoccupante, se si considera che il totale é di oltre 4 milioni e 700mila, ma resta pur sempre un segnale negativo, per un gruppo che punta a raggiungere, entro dicembre 2010, la cifra tonda di 5 milioni.

Il dubbio è proprio questo: ce la farà Sky a continuare a crescere? Fino ad ora la tv di Murdoch aveva rappresentato l’unica alternativa a quella generalista in chiaro ed era riuscita, quando si sono presentati, a far scomparire i propri concorrenti. Il 2009 ha visto però il consolidarsi di alcune grandi novità nel campo di gioco su cui questa partita a scacchi è condotta quotidianamente. Da un lato il digitale terrestre è diventato una realtà, è si è portato via la Rai (rendendo in qualche modo meno competitivo il “pacchetto Sky”). Dall’altro, sempre sul digitale terrestre, si deve registrare un vertiginoso aumento di concorrenza, per quel che riguarda la fornitura di contenuti a pagamento. Mediaset Premium e Dahlia Tv sono sicuramente due ossi duri da affrontare, su questo terreno. In più ci si mette un Governo che sembra remare sempre più contro la corazzata di Murdoch. Conflitto di interessi o meno, i fatti parlano da soli: la tassazione Iva sulla tv satellitare è passata dal 10% al 20% ed è stato abbassato il tetto massimo di spot pubblicitari (dovrà passare, nel giro di tre anni, dal 18% al 12%, secondo il cd. Decreto Romani). Tutto questo ovviamente per Sky ha un solo significato: milioni di euro in meno di profitti all’anno. Se ci si aggiunge poi la bagarre per mandare in onda Cielo sul digitale terrestre ed il fatto che da dicembre non passano più spot Sky sui canali Mediaset, il quadro è completo. Riusciranno quindi gli epigoni di Murdoch a raggiungere gli obiettivi prefissati? Lo spazio per crescere in teoria c’è. In Inghilterra le famiglie che si abbonano ad una pay tv sono il 50%, in Italia siamo fermi solo al 20%. Ma appunto, la concorrenza si fa sempre più agguerrita e sembra che solo per Sky stia soffiando un forte vento contro. Rimane da chiedersi se Tom Mockridge (foto), a.d. di Sky in Italia, riuscirà a comportarsi un po’ come Mourinho, proseguendo, nonostante tutto, per la sua strada. (Davide Agazzi per NL)
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